La Juventus, anche nel nuovo anno, è tornata a essere la cinica Signora di questi ultimi anni nei quali ha installato il proprio predominio sulla Serie A. Ad attestarlo, l’ennesima vittoria, ovvero l’ottava che va ad infilarsi a quelle del 2015 per una rimonta oramai bella e conclusa. Adesso che mancano solo 3 punti per la vetta (visto che l’Inter non senza fatica e fortuna è riuscita a ottenere tre punti a Empoli) i bianconeri allenati da Allegri attendono solo eventuali passi falsi da parte delle tre squadre che la precedono in classifica, ovvero Napoli, Fiorentina e, naturalmente, Inter.

A farne le spese allo Stadium è il Verona dell’ex Gigi Delneri che, oggettivamente, pur non giocando male, non può nulla contro questa Juve. Troppo divario tecnico per sperare di racimolare qualche punticino in casa dei bianconeri, poche speranze di rosicchiare qualche ossicino giunti nella tana dei lupi pronti ad azzannare la preda al minimo errore. Impossibile, in sostanza, fermare tanta qualità. Ne sa qualcosa Gollini sulla magistrale punizione calciata da Dybala, sempre più uomo-squadra, che regala il vantaggio juventino già subito in avvio di gara, all’8° minuto.

Anche senza Mandzukic e con un Morata al suo posto non in forma strabiliante, la Juventus davanti risulta sempre pericolosa. Gli basta poco per essere fatale e ha tanta ma tanta qualità per rendersi sistematicamente letale. Non che il Verona non ci abbia comunque provato a essere pericoloso e degno di rispetto, perché Buffon al 12′ deve guadagnarsi lo stipendio deviando in corner una velenosissima conclusione sotto misura da parte di Pazzini (in campo dal primo minuto al posto di Toni, infastidito da un risentimento muscolare all’ultimo secondo).

Centrocampo e linea difensiva, con Caceres al posto di Barzagli infortunato, sono una maginot per il Verona che non riesce neppure a sfruttare la velocità delle sue ali Siligardi (in pessima giornata) e Wszolek. Anche l’apporto di uomini di spinta come Souprayen e Bianchetti rimane bloccato da cursori decisamente più prepotenti quali Lichtsteiner e, soprattutto, Alex Sandro. Marchisio fa un gran lavoro di tessitura e coordinamento a centrocampo, Khedira è ottimo in fase di non possesso e Pogba si può permettere di fare il bello e il cattivo tempo poiché Greco e Halfredsson fanno fatica a contenerlo. Se poi Bonucci colpisce come da par suo su calcio d’angolo e Zaza ci mette la firma, i giochi si compiono con disarmante facilità. Non è certo con squadre come la Juventus che gli scaligeri possono sperare in punti salvezza, ma è chiaro che ai gialloblu di Delneri serve una scossa.