Il modello economico Juventus, oltre ovviamente al coté specificamente sportivo e prestazionale, si dimostra ugualmente vincente poiché ai capitali investiti (quasi un totale di 150 milioni di euro per gli acquisti di Higuain, Pjanic e Pjaca) fa seguito un record di ricavi da far impallidire anche i club più quotati d’Europa. Il dato sugli abbonamenti venduti per la stagione 2016/2017 infatti è già salito a quota 29-300. Un primato davvero ragguardevole se si considera che il prezzo della tessera-abbonamento è aumentato e che un pezzo da 90 (o, per meglio dire, da 110) come Paul Pogba sta per dire addio alla vista dello Juventus Stadium.

Di sicuro l’ “effetto Pipita” sta dando i suoi frutti, anzi, li ha dati, perché per la prima volta si abbatte la barriera dei 28.000 abbonati. I risultati parlano chiaro: cinque scudetti vinti negli ultimi cinque anni, un’altra Coppa Italia messa in carniere e l’ennesimo assalto alla conquista della Champions League hanno fatto saltare il banco in Corso Galileo Ferraris portando a livelli inauditi la voglia di Juventus tanto che, appunto, a sottoscrizioni terminate la quota abbonamenti ha fatto registrare un +1300 rispetto alla scorsa stagione.

La società bianconera ha tenuto a comunicare però che si premurerà di mantenere una quota significativa di biglietti in vendita per le singole partite, come confermato dall’inizio della vendita ticket per la gara inaugurale in programma sabato sera 20 agosto contro la Fiorentina. Dallo scorso anno inoltre si è aggiunto il “secondary ticketing”, ovvero la possibilità per la società di rimettere in vendita il posto di quegli abbonati che comunicano – in cambio di alcuni bonus – la loro assenza a uno o più match.