Al di là di tutte le inevitabile polemiche da derby (e quello della Mole è un derby con la “D” maiuscola), la mancata espulsione di Alex Sandro per il fallo nell’episodio del rigore, quella di Bonucci per atteggiamento intimidatorio nei confronti di Rizzoli e il gol annullato di Maxi Lopez in realtà regolarissimo, rimane un fatto enorme e inequivocabile che racconta moltissimo del valore di un giocatore, oltre che della sua onorata carriera: il record d’inviolabilità vergato col fuoco del suo carattere dal capitano della Juventus Gianluigi Buffon.

Gli sarebbero bastati solo 3 minuti di partita per superare il precedente stabilito da un altro grandissimo come Sebastiano Rossi (929 minuti di porta immacolata nel Milan della stagione 1993-1994) ma Gigi Buffon ne ha aggiunti altri 44, tanto per stare tranquilli per qualche altra decade, prima che Belotti interrompesse il sogno ad occhi aperti con il rigore calciato al 48′. L’ultimo a violare la rete bianconera era stato un certo Antonio Cassano, al 19 minuto del secondo tempo in occasione di Sampdoria-Juventus dello scorso 10 gennaio.

Il giocatore di Carrara, in sostanza, continua a essere davvero il numero uno anche con i suoi 38 anni sulle spalle. Il suo esordio lampo in Serie A a soli 17 anni in un Parma-Milan del 1995 quando subentrò a Bucci, lasciava d’altronde presagire grandi cose per il giovanissimo Buffon, senza poi dimenticare la lunga carriera in Nazionale (anche in questo caso il record di presenze – ben 154 – parla chiaro) iniziata solo due anni dopo in un delicatissimo Russia-Italia in occasione delle qualificazioni ai Mondiali di Francia del ’98. Semplicemente una leggenda del calcio italiano e mondiale.