Che ci sia Petkovic, oppure Pioli, o il nuovo arrivato Simone Inzaghi sulla panchina della Lazio, alla fine il risultato varia di poco se dall’altra parte del campo c’è la Juventus. In questi ultimi anni i bianconeri si confermano sempre più “bestie nere” per una Lazio che, oggettivamente, non è e non può essere all’altezza di questa Juve. Un risultato di una rotondità ineccepibile alla fine di un match a senso unico, complicato ulteriormente anche da  l’espulsione di Patric all’inizio del primo tempo. Un 3-0 che porta la firma di due grandi protagonisti della stagione come Dybala e Mandzukic, e che sigilla l’ennesimo titolo tricolore dentro una cassaforte blindata da 9 punti di vantaggio su un Napoli pur dilagante contro il Bologna.

La Lazio regge per quasi un tempo allo Stadium ma la Juventus, dopo numerose occasioni da gol fallite, fa sua la partita con il solito Pogba che si scrolla di dosso la (non) marcatura di turno e, per questa volta, invece di segnare mette dentro una palla per l’opportunismo di un Mandzukic sempre in agguato, sempre decisivo. Il minuto è il 39: fase importante di gioco perché consente ai padroni di casa di acquisire il vantaggio prima dell’intervallo.

La cosa che preoccupa maggiormente, al netto di un’assenza pesante come quella di Candreva (per infortunio), è che nonostante uno schieramento sfrontatamente offensivo con Felipe Anderson, Djordjevic e Keita in posizione molto avanzata, la Lazio non riesce a confezionare un’occasione da rete degna di nota in tutta la partita. Gli unici interventi di una qualche difficoltà da parte di Buffon sono quelli di piede sui retropassaggi della linea difensiva. Per il resto è puro e assoluto dominio bianconero anche se per lunghi tratti, soprattutto nella prima frazione di gioco, è la Lazio a rendersi propositiva mantenendo il possesso palla.

È tuttavia una Juventus che sa perfettamente dove, quando e come colpire perché allo sterile controllo del gioco da parte degli avversari, a un certo punto oppone una facile resistenza, assume la gestione delle operazioni riconquistando palla con una certa semplicità (ma questo grazie ovviamente a posizioni e movimenti sempre giusti tra i reparti) e – a causa di una squadra troppo alta come Lazio – colpisce in maniera micidiale dalla metà campo in su. Solidità, compattezza, velocità, intelligenza tattica… di fronte a una Juventus praticamente perfetta c’è davvero poco da fare.