Oltre al danno e la beffa, Carolina Kostner rischia di beccarsi anche il raddoppio di uno e dell’altro. Alla Wada, l’agenzia mondiale antidoping, non sono infatti sembrati sufficienti i 16 mesi di squalifica che le sono stati appioppati dal Tribunale nazionale antidoping per il caso Schwazer, il marciatore altoatesino nonché ex fidanzato della pattinatrice che il 30 luglio 2012 lei aveva “assistito” nell’evitare un controllo antidoping, infrangendo così l’articolo 2.9 della normativa. La Wada, si apprende, ha deciso di appellarsi al Tas di Losanna, richiedendo che lo stop inflitto a Kostner sia compreso tra i 24 e i 48 mesi. Il ricorso, infatti, si fonda sulle nuove normative Wada per le quali il minimo della pena per casi simili è proprio due anni.

Sabato sera, Carolina Kostner aveva rifiutato di scendere in pista nel Gala del Covo, di cui era ospite d’onore, proprio per non complicarsi la vita con il CONI: “Sono stata squalificata per 16 mesi e non voglio rischiare di prenderne altri. Eravamo sicuri di avere le carte in regola per partecipare, ma dopo gli articoli usciti sui giornali non me la sono sentita. Mi dispiace per chi era venuto a vedermi“. Il prossimo 23 marzo la difesa di Kostner, come annunciato dal suo nuovo manager Giuseppe Gambardella, presenterà i dossier. La risposta è prevista entro i prossimi 60 giorni.

In effetti, quello della Wada rappresenta il terzo ricorso pervenuto a Losanna in merito alla faccenda. Gli altri due portano la firma della Procura del CONI, che una decina di giorni fa ha richiesto l’inasprimento della squalifica fino ai due anni, e, appunto, della stessa atleta, che comprensibilmente punta all’annullamento di una squalifica ritenuta profondamente ingiusta. Ricordiamo che a Carolina Kostner erano state riconosciute dal Tribunale antidoping un paio di attenuanti, tra cui quella del rapporto personale con Alex Schwazer e quella della sostanziale insignificanza della sua “copertura” al fidanzato, in quanto lo stesso Schwazer fu poi sottoposto al controllo la sera stessa

Se l’appello della Wada fosse accolto, Kostner, che non si è mai dopata, finirebbe per pagare un prezzo molto più alto di quello di molti altri atleti che invece lo hanno fatto. E questa, comunque la si voglia vedere, è un’incongruenza inaccettabile.