Dopo il farewell tour con il quale ha salutato tutti i campi che lo hanno visto protagonista fino alla stagione 2015/2016, ora Kobe Bryant inizia un tour mondiale con l’intendo di diffondere la sua celebre Mamba Mentality a tutti i giovani e gli appassionati di basket.

Dopo la tappa di Hilversum (Paesi Bassi), venerdi 22 luglio Kobe è stato a Milano, cinque anni dopo la sua ultima visita ufficiale. L’Italia è il Paese in cui è cresciuto e dove ha iniziato a giocare a basket, c’è un filo doppio che lo lega alla nostra tradizione cestistica: “La mia Mamba Mentality è cominciata proprio qua, in Italia – le sue prime parole – quando ero piccolo e cominciai a giocare a basket. E’ una questione di concentrazione assoluta; anche quando ti trovi a dover affrontare un canestro difficile, non molli e tiri”.

Dopo l’addio al basket giocato, ora Kobe Bryant inizia un tour mondiale con l’intendo di diffondere la sua celebre Mamba Mentality a tutti i giovani e gli appassionati di basket: “Per quanto riguarda la passione non posso dire che ci sia mai stato un momento in cui ho realizzato che era il basket – prosegue Kobe – quando ho cominciato a giocare non volevo più fermarmi, amavo il gioco; non c’è mai stato un momento in cui ho detto “Questa è la mia passione”. Giocavo. E l’ho fatto per quasi 30 anni…”. E poi l’ossessione: “Non è facile, però se hai questo alto livello di focus, di concentrazione, ottieni risultati da gradissimo”.

Kobe Bryant riprenderà mai in mano una palla basket? “Certo, ma solo per divertirmi un po’, giocare sul serio no – precisa l’ormai ex stella NBA – gioco ancora con gli amici e mia figlia, che vuole giocare a basket”. E poi svela il progetto di lavoro con la nazionale italiana: “Dobbiamo cominciare dai giovani, il futuro dell’Italia e del suo basket comincia da lì – la ricetta di Kobe Bryant – dobbiamo concentrarci sui ragazzi dai 10 ai 15 anni, insegnargli a giocare con questa mentalità, con l’attenzione ai dettagli. E così cresceranno forti e anche il basket italiano sarà più forte, anche di quando giocava mio padre”.

Infine una lode a Ettore Messina: “Lavorare con lui mi è piaciuto moltissimo, abbiamo la stessa passione. E’ una persona che studia sempre, pensa sempre ad una nuova maniera. Ero molto triste quando ha lasciato i Lakers, potrebbe essere un grande in NBA. Mi piacerebbe molto lavorare con lui, specialmente per queste generazioni di giovani italiani. Per farli diventare i migliori giocatori di tutto il mondo. Insieme lo possiamo fare”.

Alle 16 si terrà il Kobe Elite Clinic presso il Palalido di piazzale Lotto: Kobe Bryant e Ettore Messina guideranno un clinic al quale saranno invitati i migliori prospetti U17 d’Italia. Alle 17.30, poi, spazio al Mamba Mentality Tour @ House of Hoops, in Corso Vittorio Emanuele 24/26. Qui Kobe per 1 ora sarà presente all’interno di House of Hoops dove incontrerà 24 appassionati, che avranno la possibilità di fare domande al loro idolo.