Kobe Bryant al Milan: non sarebbe male come colpo di mercato, se il Mamba sapesse far gol come sa fare palleggio, arresto e tiro, se il suo ingaggio annuale non equivalesse a un terzo dell’intero monte-stipendi rossonero e se non si fosse da poco disintegrato il tendine d’Achille. In effetti, il motivo principale della visita del fenomeno dei Los Angeles Lakers a Milanello è di tipo riabilitativo, visto che le strutture medico-sanitarie del Milan sono all’avanguardia (almeno loro) e già in passato hanno ospitato fior fior di campioni del mondo dello sport.

Ma Kobe è anche un grande tifoso del Milan – in alternanza col Barcellona, anche se in questo caso è più che altro una questione di sponsor tecnico – retaggio della sua infanzia passata in Italia a seguito del padre Jellybean, come ha dichiarato ai colleghi del canale tematico:

Porto il Milan sempre nel cuore. Nel mio spogliatoio a Los Angeles ho la maglia e la sciarpa del Milan, le ho messe nello spogliatoio e le vedo ogni giorno

E poi via con le foto di rito. Con Daniele Bonera e Andrea Poli. Questo passa il convento, Kobe.