Una lanterna dalla luce già abbastanza fioca rischia seriamente di spegnersi poiché il Genoa, nel derby contro la Sampdoria della 18a giornata di Serie A, incappa nella decima sconfitta stagionale. E quelle nelle stracittadina, come noto, sono le disfatte più brucianti, quelle che poi alla fine, magari non avendo numericamente un significato diverso dalle altre, possiedono invece un peso specifico diverso. A poco è servito anche un finale nel segno dell’orgoglio rossoblu, quando in svantaggio di ben tre reti, il Genoa ha tentato un colpo di coda con una bella doppietta di Pavoletti.

Lo sapeva benissimo Giampiero Gasperini che alla vigilia del derby della Lanterna aveva sottolineato l’importanza del recupero di un giocatore come Pavoletti, ma non è bastato. E questo semplicemente perché in genere occorre svegliarsi prima e le vittorie non si preparano nelle ultime battute di gara. Ora, proprio il Gasp, dopo la quinta sconfitta consecutiva (il Genoa non vince più dal 22 novembre 2015, dalla partita contro il Sassuolo), comincia a essere a sero rischio esonero se non ci sarà una decisiva inversione di tendenza a partire da domenica prossima contro l’Atalanta.

L’impennata d’orgoglio finale da parte dei padroni di casa è piaciuta, ma il Genoa deve fare qualcosa in più per risalire questa china altrimenti anche il quartultimo posto in classifica potrebbe peggiorare. Al netto dell’assenza di Diego Perotti, giocatore chiave nella formazione di Gasperini, nonché uomo di mercato, è un Grifone che non punge e fa difficoltà a creare gioco, subendolo quasi sistematicamente.

Il tecnico di Grugliasco, a fine partita, interrogato sulle probabili ombre di un esonero ha ammesso: “Esonero? Non sta a me dirlo. Le responsabilità ci sono. Sono anche mie. E quando le cose vanno male, bisogna saper pagare”. Poi, analizzando più nello specifico la gara e lanciando qualche segnale a Preziosi in chiave mercato: “La squadra era rientrata in partita, nel primo tempo abbiamo fatto parecchi errori. Poi abbiamo rischiato di pareggiare. Ora l’obiettivo si sposta, dobbiamo pensare a salvarci. Serve l’ambiente giusto però. Marassi deve tornare a essere Marassi. Ma resto fiducioso, da questo mercato la squadra diventerà più forte. Cerci o El Shaarawy? Stiamo cercando giocatori con quelle caratteristiche, ma l’importante è che al Genoa arrivino buoni giocatori“.