Nel video che vi proponiamo, girato da un tifoso della squadra svedese dell’Elfsborg, si vede un uomo in sedia a rotelle recarsi lentamente sotto la curva per raccogliere l’applauso del pubblico festante per la prima vittoria in campionato contro l’Hacken. Quell’uomo è Klas Ingesson (foto by InfoPhoto), ex centrocampista di Bari, Bologna, Lecce e della nazionale svedese, che dal dicembre del 2008 lotta contro il mieloma multiplo, terribile tumore del midollo osseo che ora lo sta costringendo su una sedia a rotelle.

Immagini difficili da digerire, perché riportano alla mente scene analoghe, come quelle che videro protagonisti gli indimenticati Stefano Borgonovo e Gianluca Signorini. Fortunatamente, Ingesson non ha perso la sua battaglia. Da cinque anni guerreggia contro il tumore e lo ha già sconfitto per ben due volte, anche se non definitivamente. Gli interventi chirurgici e le cure, come spesso accade per questo genere di malattie, possono salvare la vita ma le cicatrici che lasciano sono comunque devastanti: non per Ingesson, che nonostante i gravi problemi ossei che lo costringono a usare un deambulatore (e, ora che ha un braccio rotto, la sedia a rotelle) e l’astenia, nel settembre del 2013 ha accettato l’incarico di allenatore dell’Elfsborg.

Ingesson si è detto certo di poter svolgere il suo lavoro senza alcun impedimento né mentale né fisico. In una lettera aperta apparsa qualche giorno fa sul sito ufficiale del club, lo svedese si è detto “infastidito per essere giudicato sulla base della malattia“. Ingesson non nasconde i problemi fisici, naturalmente: “Cinque anni di cancro e di cure hanno fatto sì che il mio corpo non sia come avrebbe dovuto essere a 45 anni, i miei muscoli sono deboli e soffro di osteporosi”. Ma, altrettanto naturalmente, non ci sta a passare come salto nel buio da parte del club o, peggio, come oggetto di compassione: ”Non ho alcun problema a svolgere il mio lavoro e voglio essere giudicato per le mie conoscenze e per le mie capacità, non per le mie condizioni di salute. E’ diritto di ogni persona essere valutata per ciò che è e per ciò che sa fare, e non per una malattia o un handicap. Non c’è alcun problema di stress, questo club e il calcio sono la mia gioia e finché lavoriamo duramente e correttamente non ci sarà nulla di cui essere preoccupati“. Tanti auguri, Klas.

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