Torna Kakà, seppure solo per cinque mesi in prestito, e il San Paolo organizza una festa. L’ex Milan è stato presentato allo stadio Morumbi, dove era stato allestito un palco, davanti a 20 mila tifosi che lo hanno osannato come un dio. Del resto, da queste parti, nessuno se l’è dimenticato. Dopo 11 anni in cui il giocatore brasiliano ha fatto fortuna in Europa. “E’ emozionante tornare dopo 11 anni e rivedervi. Per me è un giorno speciale”. 

Nel mezzo di un Mondiale in cui il Brasile si sta avvicinando a grandi passi ad alzare la Coppa del mondo, pochi giorni dopo il pianto per l’infortunio a Neymar, a San Paolo riscoprono il re. Mentre a Milano già sentono la mancanza dell’attaccante e, forse soprattutto, dell’uomo Kakà. Pochi giorni fa, Ricky era stato presentato pure negli Stati Uniti, dall’Orlando City che ne ha acquisito il cartellino per poi girarlo in prestito ai brasiliano.

Ma è a San Paolo che è torcida. Fiesta. “Il mio ritorno al San Paolo va al di là del campo, è un fatto di affetti, di relazioni personali. Ci metterò l’anima e tutta la professionalità possibile. Grazie a tutti, è un giorno che porterò sempre nella mia memoria”. Il numero 22 del Milan indosserà la maglia numero 8. Quando la mette, al Morumbi, e fa il segno dello stemma della squadra brasiliana il tripudio è assordante.

Chi va troppo in là con i sogni, viene però fermato dal giocatore stesso: “Giocare la Libertadores con il San Paolo l’anno prossimo? Difficile parlarne ora. Magari a fine anno. L’Orlando ha fatto un investimento notevole per avermi”. Lui frena, il presidente della società brasiliana no: “In caso di qualificazione alla Libertadores, faremo un ulteriore sforzo”. Le pagode riprendono a suonare. La festa può continuare.