Il golazo con cui Kakà ha messo la sua firma nel 4-1 del Real Madrid sull’Ajax non gli ha consentito solamente di ricevere l’ovazione del Bernabeu al momento della sostituzione, ma anche di battere un record. Quello di ieri, infatti, è il 28esimo centro del Pallone d’Oro 2007 in Champions League: mai nessun brasiliano aveva segnato così tanto nella massima competizione europea. Rivaldo si era fermato a quota 27, Romario a 20 (ma in sole 32 partite), Ronaldinho a 18, Ronaldo a 16.

L’avventura di Kakà a Madrid è stata turbolenta, segnata inizialmente da guai fisici e in seguito dal rapporto mai nato con José Mourinho. Il quieto brasiliano non ha mai alzato la voce, nonostante quelle panchine, troppe, dovute più a questioni di principio che a demeriti di campo: in parte per la sua naturale educazione, in parte perché c’è di peggio che fare il turista a 10 milioni di euro netti a stagione.

L’aficiòn del madridismo si è sempre divisa sull’argomento-Kakà. C’è chi ne contesta l’irremovibilità dal ridiscutere il suo ingaggio, rendendo di fatto quasi impossibile un suo addio a Madrid prima del 2015: per questi tifosi, Kakà è poco più che una sanguijuela, una sanguisuga.  E c’è invece chi lo considera un patrimonio del club malamente sperperato da Mourinho, un crack che non è mai stato tale, o almeno non del tutto, per cause tutte imputabili all’intransigenza di un allenatore tiranno. Ma tutti, indistintamente, ne riconoscono la classe, la serietà e la professionalità.

In realtà, è tuttora in studio una exit strategy di Kakà dalla Casa Blanca. Il giocatore e papà Bosco Leite, questo è chiaro sin dai tempi dei ritocchini di rossonera memoria, non intendono rinunciare a un centesimo bucato. D’altra parte, il Mondiale casalingo a soli 18 mesi di distanza potrebbe ricondurli a più miti consigli. Si è parlato molto, ultimamente, dei Los Angeles Galaxy orfani di Beckham: pista forse danarosa a sufficienza, ma certo poco utile in ottica-seleçao. L’impressione è che la mossa giusta possa arrivare proprio dai nuovi ricchi brasiliani. L’apertura dell’ex 22 del Milan, ieri, è stata chiara.