Emergono particolari sempre più gustosi circa il miserabile fallimento della trattativa per il ritorno di Kakà al Milan. Secondo l’edizione odierna del quotidiano madrileno “Marca”, il Real Madrid non si sarebbe mai allontanato dalla richiesta iniziale di 25 milioni di euro, pari al valore del giocatore ancora da ammortizzare, e che tutto il teatrino sarebbe stato messo in piedi da Silvio Berlusconi per scopi che poco hanno a che fare con il rafforzamento di una squadra di calcio:

All’interno del Real Madrid si crede che dietro questa storia alimentata dal Milan ci siano le prossime elezioni italiane, con Berlusconi alla disperata caccia di voti. Florentino ha fissato il prezzo del giocatore a 25 milioni di euro e da lì non si muove. Con il passare del tempo, e data la volontà di Kakà di trovare una soluzione alternativa al suo futuro, il presidente potrebbe abbassare le sue pretese, ma in nessun caso ci potrà mai essere un ribasso come quello richiesto dal Milan: ovvero, Kakà gratis”.

Mentre in Italia, da più parti, si sostiene che l’affare non sia ancora definitivamente concluso e che vi potrebbe essere ancora un colpo di scena da qui al 31 gennaio, in Spagna hanno le idee chiare: senza la moneta sonante, il cammello brasiliano resta a Madrid. Se così fosse, le possibilità di rivedere Kakà in maglia rossonera scenderebbero allo zero Kelvin: impensabile che il Milan aggiunga al già pesante ingaggio del giocatore (seppur ribassato) anche il salasso del cartellino.

Resta da analizzare il discorso del presunto spot elettorale. In almeno altre due circostanze il Milan ha provato a riprendersi Kakà senza spendere un euro, e la proposta è sempre stata rispedita al mittente per le solite ragioni. Riprovarci per una terza volta, sapendo bene che il Florentino Perez (foto by InfoPhoto) non avrebbe potuto che confermare il suo due di picche, assomiglia più a un tentativo disperato che a una strategia pianificata, vista l’alta probabilità di insuccesso. E dunque, sfugge il quid delle suddette “motivazioni elettorali”. Le figure di merda, generalmente, non portano grandi consensi.