Kakà-Milan, atto II. A quattro anni di distanza da una cessione che segnò simbolicamente il tramonto del Milan europeo, Adriano Galliani ha riportato a casa il figliol prodigo con una delle sue favolose operazioni di ingegneria contrattualistica: prestito biennale gratuito (con una manciata di miseri bonus legati ai risultati) e stipendio decurtato del 60% per il Pallone d’Oro 2007, disposto a silenziare gli istinti vampireschi del suo entourage pur di tornare a considerarsi un giocatore di calcio e provare ad agganciare il treno-Mondiale. Atterrato a Linate poco prima delle 13, dove ad attenderlo c’erano almeno 300 tifosi, Kakà ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del canale tematico rossonero:

Sono molto felice di essere tornato, vivevo un periodo difficile a Madrid e sognavo di poter tornare qui, nella mia squadra. Ora sono felice. Mi era dispiaciuto andare via nel 2009, nel calcio sono cose che succedono, ora la gioia è doppia. Ho tanta voglia di togliermi delle soddisfazioni, la squadra è giovane ma forte e sono contento di ritrovare Robinho. Mario è un grande campione, voglio far bene con lui come abbiamo fatto con Pippo Inzaghi. Fisicamente sto bene, è molto tempo che non ho infortuni e ho voglia di giocare. I soldi? Non sono mai stati una mia priorità e l’ho dimostrato ancora una volta. Ho fatto il possibile perché le cose andassero bene a Madrid, ma quando ho capito che per me non c’era più spazio ho voluto andare via. Sono tornato a casa

Facendo finta di non aver letto il riferimento ai soldi – il pio Riccardo è attaccato al denaro quanto un papa medievale – registriamo una certa dose di entusiasmo nelle parole del brasiliano (entusiasmo che Galliani spera sia condiviso dai tifosi sotto forma di corsa all’abbonamento). Un buon inizio, almeno nelle intenzioni. Certo, serve la prova del campo. Kakà non è più quello di qualche anno fa e su questo non ci piove. Ma nemmeno la Serie A lo è. Anche un Kakà al 60-70% potrebbe essere decisivo, se non dominante, nel nostro crepuscolare campionato. Se non altro, le prossime sessioni di calciomercato saranno purgate da questa estenuante telenovela.