Parafrasando un vecchio brano portato al successo da Gabriella Ferri (“Dove sta Zazà”), Simone Zaza sta proprio qua, alla Juventus, approdato finalmente all’età di 24 anni, dopo esser stato ceduto al Sassuolo e poi riacquistato, a Vinovo e allo Stadium, teatro delle sue nuove gesta. Protagonista nella giornata di ieri dello ZazaDay (con tanto di hashtag d’ordinanza), l’attaccante di Policoro ha esordito così in conferenza stampa: “Sono un giocatore della Juventus, adesso devo dimostrare di essere uno da Juve. Sono emozionato, essere qui è un sogno che si avvera, qui posso crescere, sento che posso diventare il giocatore che vorrei, un top player“.

Zaza è un istintivo, in campo non fa molti ragionamenti ma ama seguire il suo killer instinct da area di rigore, è un predatore nato e da questo punto di vista possiede più di un tratto in comune con Tevez. Ha scelto una maglia importante, la n° 7 senza tanti timori reverenziali anche se il suo idolo Marco Van Basten indossava la 9: “Non mi spaventa, voglio dimostrare agli altri e a me stesso di essere all’altezza della Juve. Paura? Per me non è un sentimento che ha a che fare con il calcio; per me giocare è un divertimento“.

Il neo-acquisto juventino però non dimentica il passato, dalla gavetta in Serie B con Juve Stabia e Ascoli e poi col Sassuolo: “È un grande salto che ho sempre desiderato, dovrò essere bravo a confermarmi nella seconda squadra più forte d’Europa. Se mi sento da Juve? Allenandomi qui migliorerò. Sono contento di essere rimasto al Sassuolo negli ultimi sei mesi, sono stati utili per crescere. Ho trascorso 2 anni fantastici al Sassuolo che mi hanno dato molto“.

Ora sarà importante trovare una collocazione in un attacco che come quello bianconero brulica di talenti, tra Morata, Dybala e Mandzukic, fondamentale anche in chiave nazionale in vista degli Europei in Francia in programma il prossimo anno: “La cosa importante è trovare spazio, in qualsiasi squadra, serve anche per la Nazionale. Per ora non mi sento titolare ma nemmeno riserva, ho fiducia in me stesso. Mandzukic? Oggi mi sono allenato con lui per la prima volta, è un bomber d’area. Al Sassuolo ho sempre giocato nel tridente, e da settembre anche a due punte, l’importante per me è giocare. Gli attaccanti della Juve sono tutti nuovi tranne Morata, a livello tecnico è ancora presto per dire con chi di loro potrei trovarmi meglio“.