Il caso dei presunti rapporti tra la Juventus e la malavita organizzata potrebbe portare presto alla convocazione dei vertici della casa bianonera da parte dell’Antimafia. Lo spiega l’Ansa, che riporta una dichiarazione del deputato Angelo Attaguile (Lega) che ha affermato di “voler iniziare proprio con la Juventus, proseguendo con Crotone, Catania ed altri club di Lega Pro finiti nel mirino della giustizia”.

Un incontro che, riporta l’agenzia, non avverrà comunque prima del 7 febbraio, quando i pm di Torino che hanno condotto l’inchiesta “Alto Piemonte” riferiranno proprio all’Antimafia i risultati dell’indagine.

Secondo gli inquirenti, scrive l’Ansa, uno degli ex capo-ultras fece da intermediario tra un membro del clan Dominello ed il club bianconero. In occasione dell’incontro sarebbe stato siglato un patto: quote dei biglietti, in parte da destinare al bagarinaggio, in cambio della “pace in curva”.

A livello penale la Juventus non rischia nulla, ma la Procura federale, che ha chiuso le indagini, potrebbe deferite il club. Secondo quanto scritto da Il Fatto Quotidiano, Agnelli, tra le stagioni 2011/2012 e 2015/16 “non impediva al personale della Juventus di intrattenere rapporti con la tifoseria organizzata, favorendo consapevolmente il fenomeno del bagarinaggio” allo scopo di “mantenere l’ordine pubblico nei settori dello stadio occupati dagli ultras”.