Una trombetta che vale tre punti e questo tweet ‘C’è ancora qualcuno che dubita che Torino è bianconera? Perfino le trombe suonano come a “Fuerte Apache” jaja ‘. In precedenza Tevez affermava ‘era per un mio amico presente in tribuna, con lui dividevamo la passione per la musica. Per questo ho esultato così’. Ecco spiegata la divertente, bizzarra  e misteriosa esultanza dell’Apache ieri sera (leggi qui le pagelle di Juve-Torino).

Bello, coreografico. D’altra parte Tevez è un artista del calcio, un mago del pallone, quindi aspettarsi certe trovate geniali è lecito. L’Apache ha già segnato tanto quanto Trezeguet nell’intera sua prima serie A bianconera ed è attuale capocannoniere insieme a Giuseppe Rossi con 14 gol. Tutta questi lustrini però non devono far dimenticare l’importanza della fantastica rete di ieri. Il siluro dell’Apache vale tre punti d’oro. Sabato la Roma aveva squillato, domenica la Juve ha risposto e non era facile. I lupi avevano messo il fiato sul collo alla banda di Conte che ha saputo gestire la pressione. Il distacco tra la capolista e l’immediata inseguitrice rimane così di 9 punti, ma i capitolini devono recuperare una gara. Non è tutto. Domenica prossima, la Vecchia Signora sarà di scena nella scala del calcio, San Siro, contro il nuovo Milan di Seedorf  e senza lo sprovveduto Arturo Vidal che, diffidato, ha rimediato un giallo proprio prima di un match così importante. A Milano non sarà per nulla semplice, considerato che i bianconeri giungeranno nella città lombarda proprio tre giorni dopo la sfida di Europa League nella focosa tana del Trabzonspor. In sostanza avere fatto bottino pieno nel derby è stato davvero fondamentale per la Juve.

Un altro motivo di gioia per i bianconeri è rappresentato dal non avere subito reti. Buffon non viveva centoventi minuti d’imbattibilità da prima di Natale. Né giovedì scorso in Europa League, né ieri in campionato il capitano dei Campioni d’Italia ha dovuto raccogliere la sfera in fondo al sacco. Positivo e incoraggiante per una fase difensiva che ultimamente viveva qualche patema di troppo. E’ vero che le focose proteste granata per un intervento di Andrea Pirlo su El Kaddouri in area juventina non sono poi così campate per aria e, se quel penalty fosse stato concesso e realizzato, si dovrebbero fare riflessioni diverse, ma è anche vero che ieri, nonostante l’assenza di Chiellini, la fase difensiva della capolista non ha avuto enormi apprensioni. Bene, avanti così.

Si continua, poi, a parlare di errori arbitrali, di ‘aiutini’ per la Juventus. E’ vero che l’episodio del fallo di Pirlo su El Kaddouri poteva essere sanzionato con il calcio di rigore, che un fallo di mano di Vidal forse poteva essere sanzionato con la seconda ammonizione (ad onore di cronaca vi era anche una trattenuta su Llorente in area granata) e che, anche nella sfida di andata, i bianconeri superarono il Toro con una contestata rete di Pogba, ma se si guarda la classifica di serie A si nota che la squadra di Conte ha totalizzato 66 punti in 24 partite. Semplicemente devastanti. Allora si comprende come una squadra così forte non vinca grazie ai così detti ‘aiutini’, ma perché ha una marcia in più.

Nei confronti di qualche particolare e triste striscione che ricordava dolorosissimi e tragici avvenimenti della storia granata il presidente Andre Agnelli ha voluto specificare tramite il profilo tweet ufficiale della Juventus ‘Andrea Agnelli: “Le tragedie non si toccano. Mai. No agli striscioni e ai cori canaglia. Tutti.