UPDATE!! La Juventus rischierebbe solo una multa, ma eviterebbe la chiusura di un settore dello stadio.

Non si finisce più. Per l’ennesima volta in uno stadio italiano si manifestano comportamenti irriverenti e oltraggiosi.

Questa volta è il turno della Juventus. Nel derby della Mole di ieri, i tifosi bianconeri si sono resi protagonisti di macabri striscioni che alludevano, senza troppi veli, alla strage di Superga avvenuta il 4 maggio 1949, nella quale in un incidente aereo persero la vita tutti i giocatori del Grande Torino.

Quando volo penso al Toro‘ e ‘Solo uno schianto‘ con l’immagine di un aereo che si infrange contro una montagna. Triste. L’indignazione del Torino è giustificata. Anche nello scorso campionato nelle curva dello Stadium furono esposti striscioni beceri che costarono alla società di Corso Galileo Ferraris 10.000 euro di molta ‘Noi di Torino orgoglio e vanto, voi solo uno schianto‘. Ieri come oggi l’indignazione del mondo del calcio è totale.

Anche il presidente della Juventus è voluto intervenire sulla questione tramite un tweet sul profilo ufficiale bianconero ‘Le tragedie non si toccano. Mai. No agli striscioni e ai cori canaglia. Tutti’ e ha lanciato l’hashtag #RispettoPerLeTragedie. Perentorio. In poche parole è espresso lo sconforto dei vertici della Vecchia Signora per quanto accaduto.

Ora lo Juventus Stadium, fortino dei Campioni d’Italia, già diffidato, rischia una pesante sanzione da parte del Giudice sportivo, Gianpaolo Tosel. Ci si chiede perchè sia necessario lasciarsi andare a certi comportamenti che oltre a ledere la memoria di persone defunte, portano conseguenze negative anche per la squadra per cui si fa il tifo. Perchè? Eppure la lezione del girone di andata con le curve dello Stadium squalificate dopo Juve-Napoli avrebbe potuto insegnare qualcosa.

Meglio ricordare il derby di ieri per la splendida prodezza di Carlitos Tevez, un giocatore recentemente sbarcato nel nostro campionato e che sta ottenendo risultati straordinari, piuttosto che per il comportamento scorretto di pochi.