Cinque giornate di campionato per altrettanti punti conquistati dalla Juventus, medie d’altri tempi per un club che in questi anni ha vinto praticamente tutto in Italia, sfiorando un successo clamoroso anche in Champions League. Una classifica che, registrando dieci punti di distanza dalla capolista Inter, fa già tirare un vento di crisi a Vinovo, raffreddando l’ambiente in maniera anche peggiore di questa bora autunnale.

La vittoria in Champions contro il Manchester City all’Etihad aveva riacceso legittime speranze sulle forti possibilità di un’inversione di tendenza dopo un inizio shock di campionato, ma dopo la vittoria a Marassi contro il Genoa (più importante che bella) è arrivato il pareggio casalingo con il Frosinone ultimo in classifica. Un imperdonabile passo falso in un percorso fatto di ostacoli non insormontabili, eccezion fatta per la Roma, in queste prime giornate. E ora invece arriva il Napoli.

Allegri ovviamente si era preoccupato di soffocare qualsiasi allarmismo consapevole della forza e del valore della sua squadra, considerando un organico oggettivamente pronto e attrezzato per riconfermare il titolo di Campioni d’Italia. Il problema principale che sta investendo la Juventus è quello dell’amalgama, ovvero di giocatori poco abituati a dialogare insieme. Lemina, Hernanes, Cuadrado, sono acquisti arrivati negli ultimi giorni di mercato, che necessitano pertanto di tempi fisiologici d’innesto. Il problema numero due è che il campionato non aspetta.

Non dev’essere più un alibi il discorso delle partenze illustri di Pirlo, Tevez e Vidal, ma di fatto queste assenze hanno reso la Juventus monca perché quei signori lì erano un po’ la colonna portante della manovra della Juventus dalla propria area in su. La società tra l’altro ha operato ricambi intelligenti e qualitativamente all’altezza (Khedira, lo stesso Hernanes), sfortuna (diciamo così) vuole che una preoccupante serie d’infortuni abbia penalizzato i bianconeri, a cominciare dalla fase di pre-season (vedi Marchisio). In questi casi risulta difficile poi sopperire, con Allegri che si è dovuto (re)inventare Hernanes regista davanti alla difesa, ruolo che non ricopriva da parecchio tempo.

Chiaramente esistono anche dei dati poco confortanti che parlano di un attacco incapace di massimizzare le risorse. La Juventus è la squadra che crea più occasioni da gol andando al tiro più volte ma è anche la squadra con la più bassa percentuale di realizzazione nel rapporto conclusioni/gol: 105 tiri per la miseria di 5 gol messi a segno. Un rapporto che mette i brividi sul quale intervenire immediatamente, come anche il fatto che la Juve non riesca a chiudere le partite, spesso subendo anche sul piano del gioco. Un problema di concentrazione e non di valori tecnici, sul quale il tecnico livornese dovrà lavorare tanto, godendo comunque della fiducia incondizionata da parte della società, fattore quanto mai decisivo.