Campionato davvero strano quello di Serie A siglato 2015-2016 che appena iniziato dopo sole sei giornate mostra la caduta delle grandi (anche l’Inter prima in classifica ha evidenziato preoccupanti lacune nel gioco ed è stata letteralmente polverizzata da un Fiorentina che a vederla giocare sembra di un altro livello e, forse, di un altro pianeta) e la riscossa delle cosiddette “provinciali” in un torneo che Sconcerti ha legittimamente definito “libero”, e cioè aperto a tutte le possibilità e sorprese e, soprattutto, senza padroni.

Il Milan stenta, la Roma è discontinua, la Juventus addirittura è un disastro mentre appunto Fiorentina, Torino, Sassuolo, Chievo occupano i vertici di una classifica in totale subbuglio. E a proposito della Juventus e del suo inizio shock con una sola vittoria, due pareggi e ben tre sconfitte si ritrova a navigare nei bassifondi di questa strana classifica con la miseria di 5 punti. Inutile ricordare l’insostenibile pesantezza dell’assenza delle colonne della Juve che era e che già non è più. Pirlo, Vidal e soprattutto Tevez rappresentano assenze decisive per una squadra che senza la loro presenza sembra non riconoscersi più, smarrita nell’eterogeneità dei rimpiazzi e delle continue sperimentazioni tattiche. E anche nelle corsie del reparto infermeria.

Dalla lontananza fisica e oramai morale del campionato argentino giunge la voce di uno di quei protagonisti della Juventus pluriscudettata degli ultimi anni. È Carlitos Tevez che si è detto sofferente alla vista di una Juventus così: “La sto vedendo e sto soffrendo perché ho lasciato una parte del mio cuore lì e mi fa soffrire vederla così. Ma è normale, c’è stato un grosso ricambio e bisogna avere fiducia in questo gruppo“. Con queste parole l’ex juventino ha voluto confortare tifosi e compagni da oltreoceano.

Ospite del programma tv argentino La Cornisa, Tevez, quasi a giustificazione della sua dipartita, fa un passo indietro spiegando ulteriormente le ragioni del suo addio: “Avevo già dato tutto alla Juventus, vedevo il Boca in difficoltà e mi dispiaceva, dovevo tornare. Tutti i giorni sognavo di tornare a calcare il campo della Bombonera“. E ora è là, a Buenos Aires, a far vincere il Boca Juniors che è primo a quattro giornate dalla fine del campionato, con 4 punti di vantaggio sul San Lorenzo e 6 sul Rosario.