Il fatto è semplice: il Comune di Torino ha ceduto per 99 anni alla Juventus i diritti di superficie dell’area della cascina Continassa, adiacente allo Juventus Stadium, dove sorgerà la Cittadella bianconera, in cambio di 20 milioni di euro; considerando che si parla di un’area di 350mila metri quadrati, al club bianconero l’affare “costerà” la bellezza di 58 centesimi di euro al metro quadro all’anno. Inoltre, è stata raddoppiata la cubatura: in pratica, l’area residenziale passa da 6mila a 12mila mq senza che vi sia stato alcun aumento di prezzo.

Come se non bastasse, la Continassa, che inizialmente la Juventus non voleva, era stata ceduta in concessione a un privato cittadino che, per costruirci un kartodromo, aveva già investito (pare) oltre un milione di euro. Poi, come riporta il consigliere comunale del M5S Vittorio Bertola, la Juventus ha cambiato idea e il tizio del kart “verrà fatto smammare con una compensazione che in commissione è stata quantificata tra i 500mila e i 700mila euro. Ovviamente, la città deve anche impegnarsi a liberare l’area dagli altri occupanti e a sistemare la parte che resterà pubblica”.

In altre parole, in barba a quello che dovrebbe essere l’unico interesse che è chiamato a difendere, cioè quello pubblico, il Comune di Torino ha deciso di omaggiare la Juventus, o meglio, la FIAT, dell’ennesimo trattamento di favore. Ricordiamo che lo stesso Juventus Stadium è costruito su un terreno che alla società di via Galileo Ferraris è costato 25 milioni di euro per 99 anni (meno di 5 euro al mq). Che l’area della Continassa, che da decenni versa in stato di degrado, venga riqualificata è senz’altro una cosa positiva per la città; è il prezzo a essere in discussione, soprattutto per ciò che riguarda il raddoppio della cubatura.

È stato il torinese (e torinista) Oscar Giannetto, alias Oscar Giannino, alias padre di noi tutti, a dare risalto a una notizia che avrebbe dovuto scuotere il mondo dei media, non solo sportivi, è che invece è passata praticamente sotto silenzio.

La cosa buffa è che, come abbiamo scritto qualche giorno fa, il testo di legge sugli stadi di proprietà è osteggiato proprio dal partito d’appartenenza del sindaco di Torino, che teme si riveli nient’altro che il grimaldello per gli speculatori edilizi. E ha ragione, il Partito Democratico: come ci insegna la vicenda della Continassa, le leggi attuali sono più che sufficienti per consentire porcate del genere.