Ieri sul web ha spopolato la vicenda del bambino, tifoso della Juventus, che sabato scorso si è presentato allo stadio Atleti Azzurri d’Italia per assistere alla sfida tra la sua squadra del cuore e i bergamaschi con la maglietta bianconera di Carlitos Tevez, ma al passaggio ai tornelli uno steward ha ‘costretto’ il padre a coprirla per evitare problemi di ordine pubblico (leggi qui i dettagli).

Questa vicenda ha creato indignazione e rammarico. E’ triste pensare che per motivi di sicurezza un ragazzino non possa nemmeno presentarsi allo stadio con la maglietta della sua squadra del cuore. E non si trattava neppure del settore più caldo della tifoseria bergamasca.

In ogni caso il direttore generale dei nerazzurri Marino ha voluto chiarire che questo episodio definito ‘spiacevole‘ è stato frutto di un ‘eccesso di zelo da parte dello steward’ e, in accodo con la Juventus, ha voluto dar vita a un’iniziativa riconciliatoria magari invitando il bambino e il genitore a un’altra partita, ma il padre ha preferito declinare per mantenere inviolata la privacy del ragazzo.

A proposito di Atalanta-Juventus. Allegri era stato costretto a non convocare Romulo (foto by infophoto) vittima di un problema fisico. Purtroppo si tratta di un’ernia da sport bilaterale che ha reso necessario un intervento chirurgico. L’operazione è stata effettuata in una clinica di Monaco ed è tecnicamente riuscita. Per il calciatore si prevede uno stop di circa 30 giorni. L’italo-brasiliano è davvero sfortunato. Arrivato da poco in bianconero, già si deve fermare.

In questo momento di difficoltà Romulo ha voluto scrivere alcune toccanti parole che si possono leggere in una lettera pubblicata dalla Gazzetta dello Sport:

Innanzi tutto vorrei ringraziare Dio, sono sicuro che Lui ha il controllo di tutto. L’intervento è stato un successo (era una cosa abbastanza semplice) e fra pochi giorni sarò al massimo (per aiutare la Juve e anche sognare con gli Azzurri!) Poi voglio ringraziare la Juve per avermi dato la fiducia e che adesso si sta prendendo cura di me! I miei genitori non hanno mai potuto darmi delle cose materiali, però mi hanno insegnato le cose più importanti della vita (queste cose i soldi non le comprano), più che altro mi hanno insegnato a restituire sempre molte volte in più di quello che mi è dato e quello che mi verrà dato, e la Juve mi ha dato e mi sta dando tanto di buono. Per me è una questione di carattere e onore, restituire alla Juve molto più di tutto quello che sto ricevendo! Non intendo solo facendo delle belle partite, ma anche essendo un vero professionista e soprattutto un vero uomo! Certamente non posso dimenticare Paratici e Marotta, che mi stavano seguendo e mi hanno portato qui, ringrazio tutto lo staff (medico e tecnico) e i miei compagni che hanno scritto delle belle cose! Ogni cosa ha il suo tempo!

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