L’attesa spasmodica per il sorteggio odierno di Nyon è finita e durante il pranzo a Vinovo non possiamo certo immaginare che qualche boccone sia andato di traverso poiché, a conti fatti, la Juventus pescando dall’urna il Real Madrid trova la squadra al momento più affrontabile per ciò che riguarda le semifinali di Champions League, scongiurando i pericoli Bayern Monaco e Barcellona, i quali invece si sfideranno all’ultimo sangue in quella che a ragione potrebbe essere considerata come una o, per meglio dire, “la” finale anticipata.

Certo, agli juventini – intesi come giocatori, società e tifosi – dà molto fastidio il fatto che la Juventus sia considerata una “regina minore” in quel firmamento di stelle di prima grandezza ma, di fatto, stando ai valori le gerarchie parlano chiaro. D’altronde la prolungata assenza dei bianconeri da certi scenari europei (l’ultima presenza importante è stata quella della finale persa contro il Milan nel 2003) la colloca di diritto sul gradino più basso di questo ideale podio a quattro livelli, al contrario dei detentori della coppa con le orecchie, i prossimi avversari, e Barcellona e Bayern entrambe vincitrici della Champions negli ultimi cinque anni.

Incontrare il Real in semifinale (5 maggio a Torino e 13 maggio a Madrid) però era e rimane la migliore delle ipotesi poiché i Blancos in questo preciso momento non sono così tanto “galacticos”. Hanno stentato parecchio nel derby madridista con i Colchoneros e nella Liga inseguono il Barcellona attualmente più in forma poi, nonostante una rosa pazzesca, aver perso per strada pedine fondamentali per il gioco di Ancelotti nonché campioni di smisurata caratura come Bale, Modric e Benzema (anche se quest’ultimo dovrebbe far in tempo a recuparare), potrebbe risultare estremamente vantaggioso per la Juventus. Il Real senza i suoi pezzi da 90 è un Real monco e oggettivamente molto più affrontabile e battibile, sicuramente alla portata della miglior Juventus. La conditio sine qua non però è proprio quella, ovvero la Juventus perfetta vista col Dortmund o quella del campionato, una Juve dunque sicura di sé, al top della condizione fisica e super concentrata anche a dispetto di un fattore campo non agevole. Bayern Monaco e Barcellona nell’arco dei 180 minuti non sarebbero state avvicinabili, invece nell’ipotesi in cui la Juventus dovesse arrivare alla finale, la partita “secca” sarebbe tutta un’altra storia.