Comincia a salire la febbre del sabato sera berlinese per una delle finali di Champions League più attese degli ultimi anni con la Juventus tornata finalmente agli antichi fasti dopo la felice fase di ricostruzione voluta dal presidente Andrea Agnelli e, dall’altra parte, il Barcellona entrato i una nuova era con il neo-allenatore Luis Enrique che già al primo anno rischia di bissare quanto fatto da un illustre predecessore del calibro di Pep Guardiola che al suo esordio alla guida tecnica del Barcellona conquistò il famigerato triplete nel 2009. Per la Juventus uno dei giocatori chiave del match è sicuramente Paul Pogba che in questi giorni in un’intervista al quotidiano francese L’Equipe ha rilasciato dichiarazioni in merito al suo futuro rispondendo alle feroci e insistite critiche sulle sue prestazioni e sul suo modo di giocare.

Il centrocampista della Juventus e della nazionale francese è il nome indiscutibilmente più caldo di questa nuova torrida estate di calciomercato, e una delle trattative più interessanti sembra proprio condurre al Barcellona, anche se però bisognerebbe attendere il 2016 per i limiti imposti al club catalano dal Fair Play finanziario. Pogba ha negato però con decisione il suo addio al club bianconero: “La gente può credere quello che vuole, per me è una finale, una grandissima partita, sono concentrato su questo e nient’altro. Non ho mai detto che questa sarebbe la mia ultima partita con la Juventus. Non ho rimpianti. Sono molto felice qui, ho sempre voluto giocare questo tipo di partite. È un sogno che sia avvera“.

“Concentrazione” è proprio il leitmotiv di una finale che potrebbe essere decisa da una giocata del genio di turno in un match che quanto a talenti non difetterà di certo ma in cui in ogni caso sarà fondamentale rimanere sul pezzo per tutti i 90 e oltre minuti di partita senza azzardare preziosismi inutili e giogionerie da fenomeno, nei quali invece spesso capita d’incappare anche un fuoriclasse come Pogba. Lo stesso tecnico bianconero Massimiliano Allegri lo aveva bacchettato pubblicamente imputando il suo narcisismo all’età giovanile del giocatore riconoscendogli in potenza le qualità del campione. Il centrocampista ha comunque voluto replicare alle tante critiche ricevute per il suo piacere troppo a se stesso quando gioca: “È il mio modo di essere, non presunzione. Mi capita con tutti i miei allenatori! Non lo faccio apposta, sembra che mi rilassi un po’ ma non è così. E quando sento questo, un po’ mi tocca. Voglio dimostrare alle persone che si sbagliano“.