La Juventus batte 2-1 l’Olympique Lione allo Juventus Stadium e, dopo l’1-0 conquistato nella gara di andata allo Stade de Gerlanad, conquista la qualificazione alla semifinale. I Campioni d’Italia non brillano molto e trovano il passaggio del turno con qualche sofferenze di troppo, complicandosi la vita da soli. I bianconeri tengono a questa manifestazione e Giuseppe Marotta afferma ‘pure in Europa non dobbiamo distrarci‘, sulla stessa falsariga Conte che sottolinea ‘non dimentichiamo che sono sei anni che nessuna squadra italiana approda in semifinale. Questo è un dato che deve far pensare ‘.

Il tecnico salentino schiera la squadra con il 3-5-2. Tra i pali c’è Buffon. La linea difensiva è composta da Caceres (che dichiara ‘sono in ottima condizione‘), Bonucci e Chiellini. Sulla corsia di destra agisce Isla, mentre su quello di sinistra Asamoah. Nel cuore del centrocampo ci sono Vidal, Pirlo e Marchisio. L’attacco è composto da Tevez e Vucinic.  Garde risponde con il 4-3-1-2.  Prima della gara Conte aveva chiesto ‘mi auguro di avere uno stadio pieno giovedì, abbiamo bisogno del nostro pubblico e del calore del popolo bianconero. Insieme abbiamo vinto negli anni passati ed insieme vogliamo vincere anche quest’anno’. Lo Stadium è pieno, ma nei momenti di difficoltà fa sentire qualche mugugno di troppo. La coreografia creata all’ingresso delle squadra in campo è fantastica. Sugli spalti vi sono pure molti supporter lionesi. In tribuna c’è anche Deschamps, c.t. della Francia. La squadra di Conte vuole subito chiudere il discorso qualificazione e parte con il piede piantato sull’acceleratore. Neanche il tempo di iniziare e il Lione è subito in tremenda apprensione. Isla sbaglia un assist che avrebbe potuto essere letale e una conclusione a giro di Tevez finisce alta.  Al 4′ la Juve sblocca il risultato. Pirlo è una sentenza su punizione e firma l’1-0. In pochi minuti i bianconeri soffocano gli avversari che non hanno praticamente mai avuto il possesso della sfera.  Dopo 10 minuti di sonno l’Olympique si sveglia dal torpore e chiede, probabilmente a ragione, un calcio di rigore per fallo di mano di Bonucci. Sul ribaltamento di fronte è Tevez a recriminare per un intervento di Kone nell’area transalpina. Il match cambia e ora è la Vecchia Signora ad andare in catalessi. I francesi approfittano del momento e, sugli sviluppi di un corner, pareggiano con un colpo di testa di Briand. La Juventus subisce gol. Questo non è un dato positivo per i bianconeri. Prima di Brinad l’ultimo giocatore in grado di violare la porta di Buffon era stato Mertens nella sfida di serie A contro il Napoli. La rete dei francesi è macchiata da un piccolo giallo: probabilmente il calcio d’angolo per i transalpini non c’era. Ora lo Stadium trema. I Campioni d’Italia faticano a creare gioco. Malbranque è appiccicato a Pirlo come nella gara di andata. Lacazette scorribanda e Gonalons si rende pericoloso con una botta da fuori.

A inizio ripresa la Juve ha una clamorosa occasione. Asamoah riesce a mettere in mezzo all’area un pallone molto invitante, ma Umtiti riesce ad anticipare di un soffio Tevez. Interessante il tandem formato dall’argentino e Vucinic che era titolare a inizio stagione. Quando la squadra gira i due si trovano con continuità. Nei momenti di difficoltà la loro intesa latita. Al 59′ l’Apache trova la rete che potrebbe sfatare il suo tabù europeo e regalare la qualificazione ai bianconeri, ma il gol non è valido. Tevez era in fuorigioco. Il Lione cresce, ma dopo attimi di sofferenza per un retropassaggio errato di Tevez che ha dato il la a un’offensiva che pareva infinita del Lione, sugli sviluppi di un contropiede, Marchisio trova un gol che ha lo stesso valore di una bombola d’ossigeno per un sub. Il suo tiro deviato da Umtiti beffa Anthony Lopes, si infila nel sacco e fa impazzire di gioia lo Stadium.  Qui si spengono e le speranze di rimonta francesi.