Parafrasando Gary Lineker, il calcio è quello sport in cui si gioca 11 contro 11 e alla fine vince Benitez ai rigori. E’ il Napoli del tondo spagnolo, infatti, ad aggiudicarsi la Supercoppa Italiana 2014 ai danni dell’odiata Juventus, al termine di 120 minuti spettacolari ed equilibrati ben oltre le aspettative (2-2 di marca argentina, doppiette di Tevez e Higuain), e di una lotteria dei rigori interminabile e non meno ricca di colpi di scena. Un successo che fa impazzire di gioia squadra, società e città, non esattamente allineate in questo inizio di stagione, e che promette di rilanciare le quotazioni azzurre anche sulle piazze più importanti, quelle della corsa al terzo posto e all’Europa League. Dal canto suo, alla Juve non rimane che rimuginare su quella lunga eclissi che l’ha colpita dopo l’immediato vantaggio firmato Carlitos e, soprattutto, sul modo in cui sono riusciti a rimettere in vita il Napoli sia nel finale di supplementari che ai rigori, dopo che il match sembrava ormai aver preso l’inevitabile strada di Torino.

Come detto, sono stati i bianconeri a scattare per primi, dopo appena 5′, grazie alla rapacità di Tevez e alla straordinaria goffaggine di David Lopez, Koulibaly e Albiol: il primo che sbaglia un retropassaggio di testa, gli altri due che si schiantano l’uno sull’altro, permettendo all’Apache di involarsi verso la porta e di battere Rafael. Il gol che potrebbe indirizzare irrimediabilmente la gara sortisce l’effetto opposto: la Juve si accontenta, giochicchia e non affonda; il Napoli reagisce con rabbia e convinzione e comincia a bersagliare la porta di un Buffon straordinario come non si vedeva da tempo. Gli azzurri centrano anche due pali, con Hamsik al 16′ e con Higuain al 59′: in mezzo, tante altre occasioni sciupate dagli uomini di Benitez. Tuttavia, al 68′, arriva il meritato pareggio: grande azione di De Guzman sulla sinistra, cross in mezzo dove Gonzalo Higuain (foto by InfoPhoto), abbandonato da Chiellini, può schiacciare facilmente in porta da non più di 6 metri di distanza per il meritato pareggio.

Curiosamente, il gol del Pipita ha sui suoi compagni lo stesso effetto narcotico che aveva avuto sui bianconeri quello di Tevez; il Napoli, infatti, smette di giocare e la Juve prende di nuovo il comando delle operazioni, nonostante la (strana) sostituzione di Pirlo. Si va comunque ai supplementari e al 106′ arriva la giocata più bella della spedizione qatariota: Pogba penetra in area con un sublime minuetto, assist per Tevez che si libera di Koulibaly con una finta da urlo, prima di fulminare Rafael con un diagonale preciso come uno stiletto al cuore. Juve in festa ed effettivamente questa sì che assomiglia alla svolta decisiva della gara, soprattutto perché subito dopo Gigi Buffon s’inventa la parata dell’anno su una conclusione potente di Higuain. Ma, ancora una volta, la squadra in vantaggio commette l’esiziale errore di chiudersi troppo, concedendo campo e speranze all’avversario; e, ancora una volta, finisce per pagare un conto salatissimo. Al 118′, infatti, Higuain irrompe su un pallone vagante e con una conclusione sbilenca ma efficace batte l’incolpevole Buffon. Si va ai rigori, terreno privilegiato di Benitez. Buffon fa subito il fenomeno su Jorginho, ma Tevez calcia sul palo; fino al quinto rigore non sbaglia più nessuno, si va ad oltranza. Buffon para il settimo rigore di Mertens, ma Chiellini si mangia il primo match-point. Stessa scena poco dopo: Gigi stoppa Callejon, ma Pereyra spedisce il pallone in tribuna. Troppa grazia per il Napoli: Koulibaly segna con insospettabile precisione, Evra si rifiuta di tirare il rigore decisivo, sul dischetto va Padoin ma Rafael, che ne aveva intuito solo uno su otto fino a quel momento, azzecca la direzione giusta e regala Supercoppa e scalpo juventino al Napoli.