La Juventus arriva alla sfida con il Milan con otto punti di vantaggio, eppure con un bagaglio di critiche persino superiore a quelle rimediate dagli scapestrati rossoneri. Surreale, come dice anche Massimiliano Allegri, ma è così. Il fatto è che la squadra di Conte ha abituato fin troppo bene tifosi e osservatori e non gli si perdonano le debolezze, occasionali o strutturali, che ha mostrato in questo inizio di stagione; la realtà dei fatti, invece, dice che per la sfida dello Juventus Stadium c’è un solo favorito, e questo non è certo il Milan.

I rossoneri proporranno, grossomodo, la stessa formazione che ha stentato ad Amsterdam contro l’imberbe Ajax di De Boer. L’unica novità potrebbe essere costituita dall’inserimento di Antonio Nocerino al posto di uno tra Muntari e Poli (più il secondo che il primo), nella speranza che l’ex rosanero ritrovi quella vena smarrita ormai da un anno e mezzo. Per il resto, Allegri ha ben poco da scegliere: difesa obbligata, Montolivo nell’ingrato (per lui) ruolo di trequartista, Matri-Robinho come unica possibile coppia di attaccanti, in attesa che la sosta restituisca al campo i 6-7 infortunati che hanno affollato l’infermeria di Milanello negli ultimi tempi. Anche Conte non può contare sulla miglior formazione, stanti i forfait di Vucinic e Lichtsteiner: al loro posto giocheranno Quagliarella accanto al quasi ex Carlos Tevez, e Federico Peluso, preferito all’impresentabile Isla. In mediana si registra il ritorno di Pirlo, mentre Marchisio verrà preferito a Paul Pogba. Confermato anche il modulo: il 3-5-2 balbetta in Europa, ma entro gli italici confini è ancora una garanzia.

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Peluso, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Quagliarella, Tevez. All. Conte

MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Nocerino, De Jong, Muntari; Montolivo; Robinho, Matri. All. Allegri