Nonostante anni difficili, quelli vissuti dal Milan degli ultimi tempi, spesi a cercare la quadratura di un cerchio non più perfetto tra crisi economiche, bilanci in rosso e valori e glorie perdute nelle brume dei ricordi, Juve-Milan possiede ancora, nonostante tutto e cioè il grosso divario d’identità, oltre che di punti e di classifica, il fascino delle grandi sfide del passato. A Vinovo, sotto la neve, si respira ancora un’atmosfera ovattata, natalizia, di allegria e serenità di un campionato che prosegue nella direzione giusta, ma i rossoneri regali non vogliono più farne e in casa Milan dopo l’ultima vittoria col Parma (scontata ma rincuorante) già si parla di riscossa, coltivando un pensiero stupendo, quello di una cavalcata verso l’Europa.

Del Natale però a Vinovo c’è solo la neve, che costringe Allegri a far faticare i suoi lavorando anche di pala. Questo perché la metafora del lavoro deve prefigurare una seconda parte di campionato ancora tutta da fare. “Non abbiamo fatto ancora niente – tuona il tecnico livornese nella conferenza stampa del pre-partita – per vincere lo scudetto ci vogliono 90 punti, quindi la strada è ancora lunga“. L’allegria invernale lascia il posto a qualche smorfia di malumore quando Tevez è costretto a saltare l’ultima sessione di allenamenti per febbre. Convocato ma probabilmente partirà dalla panchina per far posto alla coppia Llorente-Morata. Tornano invece Vidal (dall’infortunio) e Marchisio (dalla squalifica) con i riflettori tutti accesi su Pogba che al Milan non ha mai segnato. Caceres in difesa non ce la fa e Lichtsteiner è squalificato, nasce l’idea di Sturaro terzino.

Inzaghi la supersfida che sente di più vorrebbe giocarsela con tutta la rosa al completo ma è pura utopia visto che deve ancora fare i conti con una compagine rimaneggiata. Di sicuro il miniplotone di nuovi acquisti servirà alla causa. Tranne Destro, il giocatore potenzialmente più importante in questo genere di partite, squalificato. Dati per certi dunque gli impieghi di Paletta, ormai recuperato, e Antonelli. L’emergenza di un centrocampo senza De Jong e Montolivo costringe Super Pippo a un ballottaggio tra Essien e Van Ginkel davanti alla difesa, con Poli  e Muntari – sempre utile contro la Juve – ai lati. Cerci è preferito a Honda e Menez è il prescelto nel ruolo di centravanti, finto, a dispetto di uno vero come Pazzini che con Inzaghi non ha mai fatto scattare il feeling.

Juventus (4-3-1-2): Buffon; Padoin, Bonucci, Chiellini, Evra; Pogba, Pirlo, Marchisio; Vidal; Llorente, Morata; All. Allegri

Milan (4-3-3): Diego Lopez; Rami, Alex, Paletta, Antonelli; Poli, Essien, Muntari; Cerci, Menez, Bonaventura; All. Inzaghi.