Quarti di finale, partita secca, Juventus-Milan a Torino in una serata di gennaio: non lamentiamoci, poi, che la Coppa Italia sia considerata, con poche eccezioni, il torneo calcistico più brutto d’Europa. Si dice sempre: “arrivati a un certo punto, la Coppa Italia interessa a tutti”. Che è come dire che, se non mangi da una settimana, sei disposto a becchettare anche la semenza per piccioni. Il che non equivale certo a mangiare bene. Eppure, per una serie di circostanze che non hanno nulla a che fare con questo disgraziato format, Juventus-Milan di stasera conta per tutti, eccome se conta.

Conta per Conte (schiatta d’invidia, Tuttosport), innanzitutto. Il tecnico bianconero risulta ancora imbizzarrito, dopo l’inusitato kappaò interno contro la Sampdoria di domenica scorsa: per la sconfitta e per come è arrivata la sconfitta. Presunzione e deconcentrazione, questi i capi d’accusa rivolti ai propri giocatori – che non saranno gli stessi di domenica (Pirlo, Buffon e Vucinic out), ma che certamente avranno modo di dimostrare al proprio allenatore che la strigliata è servita. E poi, c’è da vendicare quella sconfitta di San Siro, contro un Milan un po’ così, con quel rigore un po’ così (foto by InfoPhoto).

Dall’altra parte del fiume, il Milan sa (anche se non lo dice) di essere giunto a uno snodo fondamentale della stagione. Battere la Juve (che ha perso 3 delle ultime 9 gare) per la seconda volta in un mese e mezzo significherebbe fare il pieno di quell’autostima che, comprensibilmente, manca ancora a questa squadra sbilenca, in cui si affiancano giovani campioni e scarti industriali, e che sarà indispensabile per provare il complicatissimo assalto alla zona Champions League nel girone di ritorno. Inoltre, in periodo di vacche asfittiche, anche una Coppettina non si schifa, soprattutto quando ti garantisce quell’accesso all’Europa che non conta che in campionato è tutto da guadagnare. Infine, Allegri: dopo le sberle televisive ricevute da Silvio Berlusconi, il tecnico toscano ha voglia di togliersi qualche pietra dalla scarpa. Resistere alla tentazione di scagliarlo addosso a qualcun altro, be’, quello è un altro discorso.