Juventus-Lazio 2-1 e bianconeri che conquistano all’Olimpico la decima coppa Italia, restano in corsa per il triplete, danno un senso all’hashtag in voga nelle ore precedenti la finale (#finoallademima) ed incassano, sempre su Twitter, i complimenti del Barcellona, che per la squadra di Allegri hanno riservato un “Bravo”.

E brava è stata davvero la Juventus. Brava e fortunata. Sotto in apertura, rimette immediatamente in sesto la gara con una bella girata di Chiellini. Per il resto succede poco o nulla. Nei tempi supplementari la svolta: doppio palo Djordjevic e, per l’implacabile legge calcistica, gol mancato gol subito, la Lazio subisce la rete del ko sul capovolgimento di fronte finalizzato da Matri.

I bianconeri vanno in campo con il 3-5-2. Davanti a Storari ecco Chiellini-Bonucci-Barzagli, Llorente (al posto di Morata, squalificato) fa coppia con Tevez. Pioli va invece di 3-4-3, con Candreva e Anderson dietro Klose.

Al 4′ la Lazio può già esultare. Calcio di punizione di Cataldi e Radu che svetta, mandando in rete un pallone non irresistibile, su cui Storari ci mette del suo.

La Juventus però è viva. All’11′ ecco il pareggio. Ancora un calcio di punizione (del maestro Pirlo), ancora un colpo di testa (stavolta di Evra) a fare da sponda però per Chiellini, che con una bella girata al volo in aria spedisce alle spalle di Berisha. 1-1 e primissimi minuti scoppiettanti.

Purtroppo il prosieguo del match non è all’altezza dell’emozionante inizio. POchissimi gli spunti da segnalare. Ci provano Cataldi e Parolo dalla distanza intorno alla mezz’ora. Ma è una Lazio che, complice un felipe Anderson non in serata di grazia, è poco brillante in attacco.

Nella ripresa la partita continua a non decollare. Le squadre restano incastonate sull’1-1. Punge poco Tevez, fa altrettanto l’attacco biancoceleste. E’ l’ora dei cambi. Radu e Klose surrogati da Mauricio e Djordjevic. Proprio quest’ultimo potrebbe portare di nuovo in vantaggio la Lazio, sprecando però tutto a due passi da Storari.

Niente da fare e allora supplementari. L’attaccante serbo è ancora protagonista. Sfortunato quando colpisce il doppio palo con una sstaffilata dai 5 metri. Sull’azione successiva, però, la Juventus segna il gol della vittoria: Matri insacca dopo una corta ribattuta della retoguardia biancocelste.

Pioli prova a spedire in campo anche Keita, ma non accade più nulla di rilevante, con i bianconeri che si fanno vivi con un paio di contropiede interessante.

Poi il fischio finale. La Juventus conquista la decima coppa Italia, dieci anni anni dopo l’ultima, conquistata nel ’95 da Marcello Lippi.