Serata da dimenticare per l’Inter, che esce sconfitta meritatamente dallo Juventus Stadium per 3-1 (leggi qui la cronaca della partita). La squadra ha sofferto per tutta la gara, mostrando limiti tecnici e atletici. Handanovic (foto by infophoto) è stato l’unico giocatore in grado di reggere la veemenza juventina ed evitare una sconfitta ancora più ampia nel risultato.

Il modulo tattico con una sola punta (clicca qui per vedere le formazioni) ha limitato le offensive nerazzurre con il terminale Palacio troppo isolato e poco coinvolto nel gioco. La difesa durante l’arco della gara è sembrata costantemente in difficoltà e mai in grado di disinnescare le punte bianconere. Mazzarri ha dovuto schierare un centrocampo d’emergenza viste le assenze di Cambiasso e Guarin oltre l’impossibilità di far debuttare il nuovo acquisto Hernanes, la squadra però è parsa in difficoltà dalle prime battute di gioco con l’allenatore incapace di apportare miglioramenti durante la gara.

La classifica ora piange con l’Inter in caduta libera visti i soli 2 punti conquistati dall’inizio dell’anno. La buona squadra vista ad inizio stagione sembra un lontano ricordo con Alvarez tornato il giocatore impalpabile dello scorso campionato e gli esterni incapaci di rendersi pericolosi. Duro lavoro, questo è quello che servirà ai nerazzurri per risalire in classifica e dare un significato al finale di stagione che ora appare lontano e senza reali obiettivi alla portata . Sarà importante fare le giuste valutazioni sulla rosa attualmente a disposizione del tecnico livornese per evitare che nella prossima stagione si ripetano gli errori fatti in questo campionato e in quello precedente.

Pagelle Inter:

HANDANOVIC 6.5: il portiere nerazzurro, incolpevole sui gol presi, evita un passivo più pesante sfoderando un paio di interventi decisivi.

CAMPAGNARO 5.5: del pacchetto arretrato è l’unico che regge l’urto avversario naufragando però nel secondo tempo come tutta la nave nerazzurra.

ROLANDO 5: il gol realizzato nel finale non cancella una prestazione negativa, in costante difficoltà fatica a tenere gli attaccanti bianconeri.

JUAN JESUS 5: serata da dimenticare, errori sia in fase di appoggio sia in marcatura, sfodera una delle sue peggiori prestazioni.

JONATHAN 5: dopo un buon inizio con il passare dei minuti perde il duello con Asamoah, finisce per essere sostituito

(D’AMBROSIO 6: entra a risultato oramai compromesso, si mette in mostra per voglia e volontà).

KOVACIC 5: schierato davanti alla difesa è l’uomo che dovrebbe far iniziare la manovra, finisce nella ragnatela del centrocampo juventino e sparisce dalla partita. Colpevole con Nagatomo sul primo gol della Juve, da segnalare per un assist al bacio che Palacio spreca malamente.

(BOTTA 5.5: entra a mezz’ora dalla fine, schierato per cercare di recuperare il risultato, ci mette voglia e grinta ma risulta non pervenuto in aria di rigore bianconera).

KUZMANOVIC 4.5: nervoso ed impacciato spicca per un’entrata da cartellino rosso ai danni di Vidal, graziato dall’arbitro non sfrutta il favore concessogli.

(MILITO 5.5: neanche il tempo di entrare che la Juve segna. Cerca di salvare il salvabile ma non è la serata giusta).

TAIDER 6: l’unico del centrocampo nerazzurro che cerca di interrompere la manovra avversaria, recupera parecchi palloni e corre su tutto il fronte di gioco.

NAGATOMO 4.5: capitano per l’occasione gioca una delle sue peggiori partite da quando è arrivato a Milano, colpevole sia sul primo che sul secondo gol sembra non veder l’ora che l’arbitro decreti la fine della partita.

ALVAREZ 4.5: lontano parente del giocatore ammirato ad inizio stagione si perde in giocate inutili, spreca numerosi palloni permettendo le ripartenze avversarie.

PALACIO 5: si divora due gol davanti a Storari, lasciato troppo solo per tutto il match è lodevole come corre e lotta in mezzo alla difesa bianconera.

All. MAZZARRI 4.5: le assenze a centrocampo non possono giustificare una prestazione così negativa da parte della squadra, ritarda troppo le sostituzioni effettuandole quando il risultato è ormai ampiamente compromesso.

A cura di Andrea De Boni