Nell’anticipo della 31a giornata di campionato, in serata allo Stadium la Juventus non si lascia sfuggire l’opportunità di allungare nell’ormai mitologica sfida scudetto col Napoli. Altri 3 punti preziosissimi messi in carniere o, per dirla con Allegri, un altro “mattoncino” nella costruzione dell’ennesimo capolavoro. E una leva psicologica non sottostimabile nei riguardi proprio dei partenopei (“che di certo non molleranno”) impegnati all’ora di pranzo alla Dacia Arena contro l’Udinese.

Però. E il “però” è grande almeno quanto l’occasione che si mangia Saponara dopo neanche un quarto d’ora di gioco. Defilato sulla destra dopo un calcio d’angolo, spara alle stelle da solo davanti a Buffon. Una fotografia di un match che la Juventus non ha dominato ma ha vinto grazie al suo valore e alla propria intelligenza. E ai fuoriclasse, naturalmente, perché quelli – che ai bianconeri di sicuro non mancano – alla fine fanno sempre la differenza. Glossario del manuale dei campioni: alla voce “magia” viene riportato l’episodio di Pogba che la mette in mezzo per l’incornata vincente di Mandzukic.

Non che, intendiamoci, l’1-0 della Juve sia il frutto esclusivo di quell’ennesima fantastica giocata del gioiello transalpino, perché la squadra di Allegri, abituata com’è a fare gioco, di fronte all’Empoli – realtà più o meno con lo stesso Dna creativo, a volte annaspa, altre gioca di rimessa, con un Morata in forma strepitosa dopo Monaco le occasioni da gol se le crea. Eccome. E tuttavia l’Empoli dalla trequarti in su mette in una certa apprensione la difesa bianconera senza Bonucci squalificato. Ma la squadra di Giampaolo sa anche organizzarsi a centrocampo e in difesa.

In questo senso i tre punti conquistati risultano ancora più preziosi. E a questo punto i numeri parlano chiaro e se devono mettere paura a qualcuno, la incutono senza ombra di dubbio: altre 5 partite vinte consecutivamente, 20 sulle ultime 21 giocate. Come si suol dire in questi casi, facendo le ovvie e debite scaramanzie, solo la Juve può scucirsi dal petto questo quinto scudo consecutivo.