La si può considerare una beffa in piena regola quella perpetrata dal Frosinone, al suo storico primo punto in Serie A, ai danni di una Juventus troppo ingenua per essere vera nel match dello Stadium di ieri sera in occasione della quinta giornata di campionato. Un pareggio davvero insperato che per i laziali giunge in ampia zona Cesarini, nel recupero, grazie a un’incornata su calcio d’angolo di Leonardo Blanchard, tifosissimo juventino e ultrà da curva sud fino a qualche mese fa. Però… Il “però” è che concedere un corner all’avversario prima che l’arbitro fischi la fine significa regalare l’ultimo biglietto rimasto per una lotteria che può risultare vincente. Il concetto è, senza biglietto non si vince. E il Frosinone evidentemente quel biglietto non doveva averlo. Punto.

Tutto il resto è noia. O chiacchiera. neanche poi tanto a dire il vero, perché la Juventus col Frosinone ha prodotto gioco per almeno altri due match, ma il raccolto è stato magrissimo: il battesimo del gol di Simone Zaza, al netto di due traverse, è un bottino insufficiente per la mole di occasioni generata. Come è stato fatto notare da molti, i cross di Alex Sandro dal fondo valgono poco se non c’è nessuno a raccoglierli (o quasi, visto che Pogba se inizia l’azione, non sempre può presentarsi in the box a finalizzarla). Molto meglio gli slalom speciali di Cuadrado sulla destra, magari con un Dybala in più a dialogare con il colombiano fin dall’inizio. Questioni che rivolgeremmo volentieri al diretto interessato, Mr. Allegri.

Il Frosinone ha fatto la partita che doveva fare, vista la discrepanza di valori e di possibilità. Chiusura e ripartenza era il copione predisposto da Stellone e chiusura e ripartenza è stata. Da parte dei bianconeri, che lo si ripeterà fino allo sfinimento, non è stato un match giocato male, sono mancati quel cinismo e quella cattiveria che nel corso di questi quattro anni le consentivano di chiudere questo genere di partite. Sono elementi quest’anno mancanti sui quali lavorare, perché il pallottoliere conta 5 punti in altrettante partite, con una distanza dalla capolista Inter che si sta ingigantendo in modo preoccupante (10 punti). Computazioni oggettivamente gravi per una squadra chiamata a confermare il titolo/i titoli.