Nel primo round di semifinale di Coppa Italia tra Juventus e Fiorentina i viola mandano al tappeto la Signora allo Juventus Stadium con due colpi da autentico k.o. da parte di Salah in un match che i bianconeri, passati doppiamente in svantaggio, non riescono a raddrizzare nonostante il bel gol di Llorente. Finisce 2-1 per la Fiorentina, risultato estremamente complicato per la squadra allenata da Allegri che, considerando le due segnature subite in casa, si giocherà il tutto per tutto a Firenze il 7 aprile prossimo.

Juve anomala. Che non sia la solita Juve lo si capisce innanzitutto dal tipo di modulo adottato dal tecnico livornese: un 4-3-3 inedito e alquanto anomalo schierato per esigenze di turnover e per emergenze di rosa. Il tridente proposto Pepe, Llorente, Coman figura come un azzardo assoluto e poco comprensibile da parte di Allegri, così poco collaudato (gente che non ha mai giocato insieme) e completamente disequilibrato, soprattutto in fase di non possesso. Ogbonna e Padoin, per altri versi, faticano per tutti i 90′ a contenere l’offensiva viola sulla fascia sinistra, specialmente quando su quel versante si trovano a combinare Salah e Mati Fernandez.

Pirlo-dipendenza. Allegri impiega più di mezzora a capire che le cose non vanno, togliendo Coman (apparentemente per un affaticamento del francese) e reinnestando Tevez al suo posto con assetto ridisegnato su un più equilibrato 4-4-2, anche se la situazione non migliorerà di molto. La piccola grande semplice verità è che la Juventus senza Pirlo non è la stessa Juventus. L’impressione è proprio quella di assenza di materia grigia a centrocampo e con Marchisio, che fa quel che può in cabina di regia, la Juve non gira a dovere e soffre – tantissimo – il gioco della Fiorentina che è squadra moderna, duttile, spagnola. Fa possesso palla, costruisce, gestisce, verticalizza al momento giusto e sa effettuare ripartenze micidiali, proprio come nell’occasione del primo gol dell’egiziano. Se poi a tutto questo si aggiungono le defaillance di Pogba e Vidal (troppi i palloni persi dal cileno, molti dei quali in fase d’impostazione), il gioco – al massacro – è fatto.

Salah un fenomeno. La Fiorentina ha perso un talento ma ha guadagnato un fenomeno. Salah per Cuadrado più che un salto nel buio sembrava un autentico harakiri di mercato, e invece l’attaccante magrebino si sta rivelando una punta di diamante d’inestimabile valore, altro che 16 milioni per il suo riscatto. Veloce di pensiero quanto di gamba, riesce sempre ad anticipare qualsiasi mossa dell’avversario proiettandosi in un nanosecondo nell’area nemica pronto a far male. Con un Mati Fernandez eccezionale a Torino sembra quasi in contatto telepatico, riuscendo a dialogare anche con un giocatore dalle caratteristiche diametralmente opposte alle sue come Mario Gomez. Poi alla fine, dopo aver messo a ferro e fuoco la metà campo bianconera impartendo a tratti lezioni di calcio alla squadra più forte d’Italia, la Fiorentina, sfiancata dai numerosi impegni, non ultimo la sfida decimante a Milano con l’Inter, ha tirato un po’ i remi in barca rischiando qualcosa nel finale di partita, capace però di portarsi a casa il meritato bottino.