Nei giorni in cui i poteri del calcio, quelli degli enti locali e quelli dello stato si azzuffano come licaoni rabbiosi per trovare una soluzione al pastrocchio-Is Arenas (a proposito: mancano 24 ore al fischio di inizio e non è ancora detto che si giochi proprio lì), per l’ormai famigerata questione-sicurezza, accade che una delle partite storicamente più roventi della Serie A, Juventus-Fiorentina, venga inutilmente infiammata da alcuni dei protagonisti diretti: il polemico Antonio Conte e il frignone Andrea Della Valle, o, se volete, il frignone Antonio Conte e il polemico Andrea Della Valle.

Cominciamo dal primo. Si è lamentato delle tre partite in otto giorni della Juventus (oggi contro la viola, martedì a Glasgow contro il Celtic, sabato contro la Roma). Come se fosse un’anomalia a cui è stata destinata solo la povera Juventus. Che, è vero, da qualche anno manca nelle zone nobili della Champions League, ma non dovrebbe sentirsi così spaesata. Men che meno Conte, che qualche partita di Champions League l’ha anche giocata: dovrebbe ricordare senza problemi che le grandi squadre che vogliono correre su tutti i fronti, ahimé, ahilui e ahitutti, sono purtroppo chiamate a qualche tour de force tra febbraio e maggio. E che, talvolta, gli avversari in campionato ne approfittano. Se non se lo ricorda, glielo ricordo io: la scorsa stagione, il Milan affrontò il mercoledì il Barcellona al Camp Nou e il sabato il Catania al Massimino. Con 24 ore in meno di riposo di quelle che toccheranno ai bianconeri. A Catania finì 1-1 e la Juve iniziò la rimonta che l’avrebbe presto portata al sorpasso e allo scudetto. Se si punta a certi traguardi, si devono sopportare certe incombenze: con spirito sportivo e, possibilmente, in silenzio.

Quieto, molto quieto, avrebbe dovuto restare anche Andrea Della Valle. D’accordo che le scorie nucleari della vicenda-Berbatov e del corteggiamento bianconero a Jovetic sono difficili, forse impossibili, da smaltire, ma la cagnara sulla videopreview del match presentata da juventus.com è francamente pretestuosa. Nella clip, la Fiorentina viene invitata nell’inferno dello Juventus Stadium: il tono macchiettoso dello speaker, la terminologia udita mille altre volte e la chiosa dantesca rendono il messaggio tutt’altro che guerresco. Niente di offensivo, niente di serio, niente che meriti qualcosa in più che un’alzata di sopracciglio per la scarsa originalità. Le parole di Della Valle (“Non ho parole, ma siete sicuri che con lo stile Agnelli l’abbiano messo davvero sul sito ufficiale?”) tradiscono una suscettibilità del tutto fuori luogo. Vero che il messaggio pseudobellicoso gli era stato riferito in quel momento, e che dunque probabilmente avrebbe detto cose diverse se avesse visto la clip incriminata coi suoi occhi, ma ciò non giustifica la reazione scomposta.

Juventus-Fiorentina, signori: chi si somiglia, come si dice, si piglia.