Allo Stadium, la Juventus non riesce ad andare oltre lo 0-0 contro il Benfica nella semifinale di ritorno di Europa League (leggi qui il commento della gara). Questo risultato la condanna a una dolorosa eliminazione e spinge l’Italia, che si vede superata anche dal Portogallo, al quinto posto nel ranking Uefa. Fortunatamente nulla cambia per il numero di squadre iscritte alle competizioni internazionali.

Prosegue la maledizione europea della Vecchia Signora. E’ troppo tempo che i bianconeri non riescono a festeggiare un titolo internazionale. Circa 18 anni. E’ incredibile come anche ieri non siano riusciti a trovare la via del gol che avrebbe spalancato loro le porte della finale. Fa male, fa malissimo.

Peccato davvero. In questo modo i Campioni d’Italia devono dire addio alla possibilità di disputare la finalissima davanti al proprio pubblico il prossimo mercoledì 14 maggio. Lo spettacolo, che di certo non mancherà anche nella sfida tra Siviglia e Benfica,  sarebbe stato assolutamente magnifico. La Juve perde ogni chance di giocare la Supercoppa Europea il 12 agosto a Cardiff. Tanti saluti al gruzzoletto di denaro che un’eventuale vittoria finale della coppa avrebbe portato. I bianconeri perdono, inoltre, la possibilità di centrare la doppietta scudetto-Europa League. Addio a tutto ciò.

Peccato, ma bisogna guardare avanti. Lunedì 5 maggio il popolo juventino è pronto a festeggiare il terzo storico scudetto consecutivo. Lì la squadra di Conte non potrà sbagliare e non fallirà. Sarà dunque importante, e da questo punto di vista il tecnico salentino offre più di una garanzia che i giocatori non subiscano alcun contraccolpo psicologico perché, nonostante questa ulteriore delusione europea, la stagione della Vecchia Signora può regalare un fantastico trionfo in serie A. Un capolavoro a suon di record. Questa ennesima amarezza europea non può sminuire quanto fatto in campionato dai bianconeri. Lunedì lo Stadium deve essere vestito a festa per provare a celebrare lo scudetto ancora prima dello scontro con Totti e compagni. A causa dell’eliminazione dall’Europa League la sfida Roma-Juve in programma per venerdì 9 maggio slitta così a domenica 11 maggio.

Poi si penserà al futuro e a scacciare questo mal d’Europa. I top club continentali sono distanti anni luce, ma non bisogna dimenticare che i bianconeri sono risorti dalla cenere solo tre anni fa. Hanno già conquistato due scudetti, due Supercoppe Italiane e sono vicinissimi a festeggiare il terzo storico sigillo consecutivo in serie A. Grande merito quindi va riconosciuto anche al suo attuale tecnico. Questo deve essere un punto di partenza. Da qui la Juventus deve gettare le basi per un glorioso avvenire anche oltreconfine. Intanto i Campioni d’Italia hanno potuto fare un’ importante esperienza internazionale e  sarà certamente utile. Molti dei giocatori di Conte, infatti, sotto questo profilo erano alle prime armi. Da tali delusioni potrebbero arrivare gli stimoli giusti per riscattarsi. Inoltre quanto accaduto nella scorsa Champions, nella prima parte di quella attuale e in Europa League lascia preziosi insegnamenti. Ecco alcuni riscontri alquanto macroscopici. Il 3-5-2 è un modulo che in ambito europeo non paga. Nelle due sfide contro il Real Madrid, il tecnico salentino ha schierato la squadra con il 4-3-3 e con il 4-3-1-2 e, nonostante non sia giunta la vittoria, la Juve è riuscita a creare più di un grattacapo ai super Galacticos di Ancelotti. Bisognerebbe optare per soluzioni simili. Conte, il cui futuro è ancora un grande enigma, ritiene di non disporre degli uomini adeguati per variare il suo modulo. Il calciomercato deve venire in soccorso. Paul Pogba, poi, è un fenomeno assoluto e, per privarsi di certi giocatori, bisogna avere garanzie di costruire una squadra che possa far fronte alla sua assenza. Come nell’estate del 2001, quando grazie al ricavato della cessione di Zidane, giunsero sotto la Mole i vari Buffon, Nedved e Thuram.

Buon lavoro, dunque, alla dirigenza di Corso Galielo Ferraris. Ora è il suo turno. Fino ad oggi non ha deluso e riuscirà a far fronte anche a questo famigerato e insopportabile mal d’Europa.