Emergono nuove, scottanti, prove sul rapporto tra Juventus e ‘ndrangheta. Il numero uno bianconero Andrea Agnelli avrebbe avuto rapporti diretti con la malavita e a dar fondamento all’accusa esisterebbe anche intercettazioni telefoniche.

Bagarinaggio affidato agli ultrà

I documenti, ancora secretati, di cui l’Huffington post è entrato in possesso rientrano nel deferimento del procuratore Figc Giuseppe Pecoraro. Egli allega un’intercettazione in cui Agnelli è a colloquio con Alessandro D’Angelo, responsabile della sicurezza Juve. Nella conversazione, risalente all’agosto 2016, si parla chiaramente di un incontro tra Agnelli, Dominello e altri ultrà presso la Lamse SpS, holding controllata dallo stesso Agnelli, che racconta: “So che erano lì…io ogni volta che li vedevo, quando li vedevo a gruppi facevo scrivere sempre le cose sui fogli, perché nella mia testa era per dargli importanza che scrivevo quello che dicevano”. Più avanti si riferisce alla rivendita di biglietti forniti dalla società: “loro comprano quello che devono comprare, a noi ci pagan subito e poi gestiscono loro!”.

Agnelli: “Questo ha ucciso gente”

Pecoraro cita poi un’altra intercettazione, avvenuta nel marzo 2014, per smontare anche la linea secondo la quale la società Juve non fosse a conoscenza del profilo criminoso di alcuni esponenti ultrà: “Il problema è che questo – dice Agnelli riferendosi al capo ultrà Loris Grancini – ha ucciso gente”. D’Angelo replica che “ha mandato a uccidere”.

Avv. Chiappero: “Nessun contatto”

In audizione in Commissione Antimafia il legale della Juventus Luigi Chiappero nega tutto: “Quali sono le contestazioni? Riguardano l’articolo 12, e cioè il divieto di contribuire ai gruppi di tifosi organizzati oltre alla legge vigente. Io escludo nella maniera più assoluta rapporti `amicali´ tra Dominello e il presidente. Il presidente lo ha escluso, c’è un’unica dichiarazione di Dominello che parla di un incontro per fattori legati alla curva che sarebbe avvenuto con il presidente presente. Agnelli non sapeva neanche chi fosse Dominello. Nel processo non c’è nulla, ma neanche nella vita, Dominello è stato intercettato per due anni e mezzo e non c’è una telefonata”.