La chiave del successo nel calcio, è cosa nota, risiede sempre nel gruppo, e sull’ago della bilancia la pluralità conta sempre più del singolo individuo come il fatto che la totalità di una squadra è sempre qualcosa in più della somma delle sue parti. Così, ancora una volta, è il teamwork Juventus, dalla società, all’allenatore, ai giocatori, a sapersi distinguere attraverso un cammino in “remuntada” verso i vertici della classifica dopo un inizio a dir poco traumatico di stagione.

E anche quelle che sembravano scelte di mercato non troppo azzeccate come Mandzukic e, soprattutto, Paulo Dybala (pensiamo solo, nel caso dell’argentino, alle numerose contestazioni all’indirizzo della società da parte di molti tifosi per una scelta economica tutt’altro che a buon mercato e in totale controtendenza con la spending review Juve-style). Proprio Dybala, dopo l’ennesimo match da protagonista, contro il suo Palermo, ha rilasciato dichiarazioni importanti ai microfoni di Sky Sport 24: “Ho scelto la Juventus per continuare a crescere, diventare un grande giocatore e un grande uomo“.

Ha faticato, e non poco, l’attaccante argentino a inserirsi negli schemi di Allegri, ma dopo qualche mese la Joya è tornato a essere il talento che è aiutando la Juventus a uscire da quel torpore micidiale d’inizio stagione e a porsi sempre più come punto di riferimento offensivo della squadra: “Sento la fiducia dell’allenatore e dei compagni. Stiamo giocando nel modo giusto, affrontando ogni avversario con lo stesso ritmo, senza sottovalutare nessuno. Questo ci ha consentito di vincere molte gara di seguito. Non era facile ripartire dopo i grandi cambiamenti di questa estate: dobbiamo continuare su questa squadra, abbiamo tanta voglia di arrivare dove vogliamo, il più in alto possibile“.

Normali anche gli “alti e bassi” di rendimento nel contesto di un club, anche in considerazione di variabili come infortuni, stati di forma etc. e nonostante il leggero momento di flessione da parte di Morata, lo spogliatoio bianconero sta vivendo un momento di invidiabile unità, sottolineato dallo stesso Dybala: “Morata è un grandissimo giocatore, è stato il primo ad abbracciarmi contro il Milan, e dimostra che persona è; vogliamo solo il suo bene. Quando subentra dà sempre il massimo, tornerà a fare quello che ha fatto nelle ultime partite dell’anno scorso, lo vogliamo così, ci servirà moltissimo“.

Considerazioni di notevole saggezza tattica anche quelle spese nei confronti del prossimo turno di campionato, estremamente delicato con una Lazio bisognosa di punti: “È una partita difficile, loro cercheranno di uscire dalla crisi ad ogni costo. Per questo motivo affronteremo una Lazio carica, ma noi scenderemo in campo come contro Manchester City e Palermo, cercando di fare la nostra partita per conquistare i tre punti“.