Dopo una lunghissima carriera da calciatore e da campione, potrebbe spalancarsi uno scenario con un futuro davvero inatteso per Alessandro Del Piero che, intervistato dalla Gazzetta dello Sport parlando – ovviamente – di calcio, accenna all’ipotesi non remota anche se non proprio imminente di diventare allenatore, proprio come molti suoi compagni d’avventure in Serie A: “Prima di andare all’estero avrei detto che fare l’allenatore non mi interessava, poi ho conosciuto altre sfumature dell’ambiente nel quale ho sempre vissuto. Le esperienze che ho fatto mi hanno aperto la mente, mi hanno avvicinato alle tante forme del calcio. Detto questo, per il momento non ho in programma di fare un corso per allenatori. Mi guardo intorno, mi informo e mi diverto“.

Con Alex Del Piero non si può naturalmente non parlare di Juventus e, ora che la Juve è tornata a dominare da qualche anno la Serie A e che sembra sia tornata anche l’Inter, rivale storica dei bianconeri, ad abitare i piani dell’alta classifica, l’ex fuoriclasse juventino non si lascia sfuggire un commento in proposito, ricordando che grazie anche ad altre squadre, il campionato quest’anno è molto più competitivo rispetto alle stagioni scorse: “Si delinea quel duello antico, ma io non dimenticherei le squadre che ancora sono in mezzo. La Roma ha nelle corde tutte le potenzialità per lottare fino in fondo, ha sorpreso in positivo a Napoli in un momento complicato, poi c’è stata la scivolata in Coppa Italia, ma in campionato è ripartita. Il Napoli gioca il calcio più divertente insieme con la Roma“.

Senza poi dimenticare la Fiorentina del suo ex compagno di squadra Paulo Sousa, altro club che quest’anno sembra aver fatto il salto di qualità: “Dico Napoli e Roma prima della Fiorentina in attesa di conferme di continuità che si potranno avere nei prossimi mesi, ma sul piano della qualità del gioco non c’è dubbio che la Fiorentina sia una bella realtà. Ha perso a Torino contro la Juve e ci sta, perché se spinge al cento per cento la Juve in casa può battere qualsiasi avversario. Non è un passo falso che rovina i progressi di questi mesi. La Fiorentina fin qui ha sorpreso, vediamo che cosa succederà sulla lunga distanza, ma proprio perché ci sono tutte queste squadre che stanno facendo buone cose mi pare presto per ridurre la lotta scudetto a Inter e Juve“.

L’ultima domanda ad Alex è quella, inevitabile, sull’attribuzione, giusta o meno, del numero 10 a Paul Pogba, dopo l’addio di Carlos Tevez, un giocatore che ha dimostrato con carisma e gol di meritarsela alla grande: “Non lo so, so che Paul è un giocatore di grande talento. Se pensiamo al dieci come l’uomo che deve stupire con le sue giocate durante la partita, Paul è perfetto perché sa come farlo, può riuscirci e lo ha già fatto tante volte. Nelle sue corde ci sono i grandi colpi che un protagonista deve avere. Poi nei club importanti c’è dell’altro, perché il dieci è molto di più di un’espressione tecnica, è una cosa ancora più complicata, strutturata. Ma Pogba ci può arrivare. Bisogna soltanto lasciargli il tempo di provarci“.