Questa mattina la Juventus ha presentato ufficialmente il suo ultimo acquisto (in ordine temporale): il brasiliano Dani Alves, 33 anni, arrivato a parametro zero dal Barcellona. Era atteso a Torino tra un paio di settimane, ma l’eliminazione prematura del Brasile dalla Copa America ha accelerato i tempi, dunque eccolo qui il nuovo esterno difensivo bianconero, che ha scelto il numero 23 in onore di LeBron James, il grande cestista che ha praticamente trascinato da solo i Cleveland Cavaliers al titolo Nba: «Perché è il numero di LeBron James, un giocatore che vuole sempre trovare nuove sfide da vincere. Lui, come me, non si accontenta mai. LeBron era a Miami, stava facendo una buona carriera ma ha deciso di cambiare per andare a vincere altrove. Il 23 risveglia in me la stessa voglia di reinventarmi. Ecco, mi piace molto questo verbo: reinventarsi. Io e la Juve lotteremo fino in fondo. Non mi ritengo una stella. Sono uno che lavora molto per dare il meglio. Ho tanta voglia di vincere. Non mi piace sedermi sugli allori. Ho scelto un posto nuovo. E sono sicuro che ci divertiremo moltissimo».

Sin dalle sue prime dichiarazioni, Dani Alves infiamma subito il popolo bianconero con la dichiarazione più attesa: «Non mi ritengo una stella, ho una gran voglia di reinventarmi e di portare alla Juventus quella Champions League che qui manca da troppi anni». Come il precedente possessore della maglia numero 23, Vidal, anche il brasiliano ama molto girare per locali: «Mi piace molto la musica, non soltanto quella brasiliana – aggiunge l’esterno difensivo -. Ho già scoperto un posto dove andare a ballare, qui a Torino: ecco, quella sarà la mia nuova casa. La musica mi fa viaggiare, raggiungere posti lontani: cercherò di contagiare i miei nuovi compagni».  Sin dalle sue prime ore torinesi, Alves ha dimostrato una certa sintonia con il suo nuovo club, che ha scelto «perché mi piace sognare e perché penso che io e la Juve abbiamo gli stessi obiettivi, condividiamo un grande sogno da realizzare. Il mio nuovo club è leader in Italia ma da molti anni non vince la Champions. Vogliamo fare di nuovo la storia, perché è un po’ di tempo che questo non accade. È un onore stare qui. Ho voglia di scoprire un nuovo tipo di calcio, vivere una nuova avventura e raggiungere l’obiettivo che tutti vogliono conseguire».

Eppure, ogni anno alla Juve sembra mancare qualcosa per primeggiare in Europa. Secondo Dani Alves, non è un problema di giocatori, ma di atteggiamento: «Non lo so, devo ancora farmi un’opinione. Vedremo di trovare quello che serve a livello internazionale. Non basta avere buoni giocatori per vincere in Europa, la Champions va affrontata nel modo giusto». Certo, per un giocatore non dev’essere affatto facile lasciare un club come il Barcellona: «Ho decidere di mettere il punto prima che lo facesse il club. Stando troppo insieme, si rischia l’usura. Qualcuno si stava annoiando di me, e allora ho preferito allontanarmi. Ho vissuto dei momenti incredibili, al Barça. Giocare con loro è un privilegio. Ringrazio tutti, a partire da Juan Laporta che mi ha dato una grande opportunità quando ero piccolo e abbastanza insignificante. Ma adesso voglio scrivere un altro capitolo, una storia umile ma vera e bella».

Inevitabile un accenno alla finale di Copa America e ovviamente all’intenzione di Messi di abbandonare la nazionale argentina: «Penso che certe cose si dicano a caldo. Nessuno potrà scalfire la grandezza e l’importanza di un giocatore con il quale ho il piacere di essere amico. Noi dobbiamo stare con chi ci capisce e ci rispetta, non con chi vuole screditarci. Non si può pensare di perdere un campione come Messi, sarebbe un grande spreco di talento. L’unico messaggio è incoraggiarlo a continuare. Lionel farà divertire ancora tutti quelli che amano il calcio. Si vince e si perde, ma una sconfitta non basta per lasciare».

Il giocatore più titolato del mondo è Giggs, con 36 trofei conquistati. Alves è a soli 4 trofei da lui… «Non ho l’ossessione di raggiungere un obiettivo storico così importante. Voglio soprattutto aiutare la Juventus a vincere. E se riuscirò a fare tutto bene, certi risultati arriveranno da soli. Altrimenti, pazienza».