Come ricordano il sito ufficiale e il profilo Twitter della Juventus sono trascorsi diciassette anni da quando la Juve ha conquistato la sua ultima Coppa Intercontinetale (attualmente Mondiale per Club). Era il 26 novembre 1996 e a Tokio i bianconeri, detentori della Champions League, sconfissero 1-0 il River Plate, campione in Coppa Libertadores. Fu una spettacolare rete al 81’ di Del Piero a portare la Vecchia Signora sul tetto del mondo. Di quella squadra, oltre al campione veneto, facevano parte tra gli altri, Peruzzi, Ferrara, Conte, i francesi Zidane e Deschamps (attuale c.t. della nazionale transalpina) e Boksic. L’allenatore era Lippi.

Proprio domani la Juventus targata Conte si giocherà contro il Copenaghen le ultime possibilità di accedere agli ottavi di Champions League, ma anche gran parte di quelle che le permetterebbero di conquistare i sedicesimi di finale di Europa League. La finale di quest’ultima competizione si disputerà proprio allo Juventus Stadium il prossimo 14 maggio.

La classifica del girone B di Champions League recita

Real Madrid 10 punti
Galatasaray4
Copenaghen 4
Juventus 3

I bianconeri se la vedranno prima a Torino contro il Copenaghen, poi nella bolgia della Turk Telecom Arena di Istanbul con il Galatasaray. La Juve arriva alla sfida contro i danesi con la sicurezza fornitale dai recenti risultati e dall’avere riconquistato la vetta solitaria della classifica di serie A dopo sei mesi, ma la squadra dell’ex Melberg ha dimostrato di essere un avversario tosto. Il gruppo in cui la Vecchia Signora è stata sorteggiata non è di certo semplice. Ciò è dimostrato anche dall’ultimo turno di campionato che ha visto vincere, nelle relative nazioni, tutte le compagini del girone. Non sarà una passeggiata, ma per i campioni d’Italia le possibilità di accedere agli ottavi di Champions League sono concrete. Con due vittorie Madama si garantirebbe l’accesso alla prossima fase della massima competizione europea indipendentemente dal risultato della avversarie. La speranza per i tifosi juventini è che Pirlo e compagni si carichino ripensando a quanto accadeva esattamente diciassette anni fa.

A cura di Giovanni Battista Terenziani