Dopo il gran movimento dei giorni scorsi a Vinovo, tra visite attese (Antonio Conte) e inaspettate (Mino Raiola) la Juventus torna a riconcentrarsi a palla sul campionato scoprendo – si fa per dire – che la prima giornata del girone di ritorno potrebbe regalare entusiastiche sorprese. I bianconeri infatti, attesi allo Juventus Stadium per la sfida contro il Chievo fissata alle 15, potrebbero incrementare il loro bottino di punti portandosi a +8 in classifica sulla Roma, impegnata nella difficile trasferta di Firenze. Un vantaggio che oltre ad allungare le distanze numeriche, peserebbe psicologicamente sui giallorossi come un macigno.

Juventus (4-3-1-2). Squadra, anzi modulo che vince non si cambia e così Allegri dopo l’allenamento di rifinitura non cela la sua propensione ancora una volta per il 4-3-1-2, assetto tattico ormai divenuto l’autentico marchio di fabbrica del tecnico livornese per questa Juve siglata 2014-2015. La variante sarà rappresentata da Marchisio chiamato nuovamente a ricoprire il ruolo di vice-Pirlo visto che l’ex milanista è bloccato dall’influenza. In difesa torna Barzagli dopo 4 mesi, ma ovviamente solo panchina per lui. Sulla trequarti c’è Pereyra mentre nel tandem offensivo Llorente è in vantaggio su Morata per affiancare Tevez.

Chievo (4-4-2). Quello che è certo, stando alle parole di Maran spese in conferenza stampa, è il fatto che il Chievo se l’andrà a giocare a Torino senza timori reverenziali e, soprattutto, senza snaturare il suo gioco fondamentalmente offensivo. La solidità del 4-4-2 sembra la soluzione più adeguata per contrastare la corazzata Juventus, la forma modulare più adeguata ed equilibrata per arginare l’onda anomala del centrocampo bianconero grazie a pedine chiave nello schieramento come Hetemaj e Radovanovic, per poi affidarsi alle geometrie di Birsa o alla velocità in ripartenza di Schelotto per giungere a terminali come Meggiorini e Paloschi (ed eventualmente Botta e l’immarcescibile Pellissier).