Ci sarà tutto il fuoco dello Juventus Stadium a spingere la Juventus contro il Chelsea, nella sfida che, questa sera, deciderà gran parte del futuro europeo dei bianconeri. Campioni d’Italia (con merito) contro campioni d’Europa (per caso): tra le tante chiavi di lettura che si possono dare al match, questo è quello che più di ogni altro sintetizza la sua importanza cardinale, per il prestigio e la forza delle due squadre e, soprattutto, per il valore della posta in palio.

Con lo Shaktar Donetsk capolista e atteso dal non certo proibitivo impegno contro i danesi dello Nordsjaelland (1 gol fatto, alla Juve, e 11 subiti in 4 partite), il secondo pass per gli ottavi di finale di Champions League è una faccenda tra bianconeri e Blues, con gli inglesi avanti di un punto e dunque più che disposti ad accontentarsi di un pareggio. La situazione è chiara: a meno di imponderabili aiuti dal Nordsjaelland, la Juve deve necessariamente vincere questa sera, altrimenti è fuori. A Torino, peraltro, ne sono perfettamente consapevoli e non a caso è arrivata la levata di scudi di Conte, che (anche se per interposta persona) ha invocato l’aiuto dello Juventus Stadium per avere la meglio in quella che il suo vice Alessio, in conferenza stampa, ha definito “la gara dell’anno”.

Naturalmente, l’appoggio dei tifosi non è l’unica arma a disposizione dei campioni d’Italia. Dopo la sconfitta contro l’Inter, la Juve è ripartita a razzo, con due vittorie roboanti contro Nordsjaelland e Pescara e una partita contro la Lazio in cui avrebbe meritato molto più di uno striminzito 0-0. La squadra ha corsa, gioco ed entusiasmo in quantità certamente maggiori rispetto al Chelsea, che in Premier League stenta (non vince da 5 partite, terzo posto dietro la coppia di Manchester), becca gol con allarmante continuità e ha in panchina il tecnico più precario del mondo – ed è buffo, considerando che è anche quello che solo sei mesi fa ha condotto il club dove non era mai giunto, ovvero sul tetto del continente. I Blues dovranno fare a meno di Torres e soprattutto di John Terry che, esulando dal discorso morale, è ancora il loro difensore migliore: Cahill e David Luiz rappresentano una barriera perforabile anche dal non irresistibile attacco bianconero.

Ecco, l’attacco, l’unico autentico punto dolente. Il ritorno di Vucinic è una buona notizia, ma la squadra di Conte manca ancora di un centravanti. Giovinco è sottodimensionato per poter essere dominante ad alti livelli, Matri non è molto considerato e Bendtner ha dato nuovo lustro alla definizione di “oggetto misterioso”. Resta Quagliarella, già in gol a Stamford Bridge, oltre alla batteria di mediani goleador. L’impresa è complicata, ma tutt’altro che impossibile. Occhio, però: come sanno bene Barcellona e Bayern Monaco, questo Chelsea è abituato alla guerra d’assedio.