Cuore bianconero, uno Juventus Stadium da urlo e finalmente il ritrovato gioco dei ragazzi di Conte, quello dello scudetto, quello che non fa toccare palla agli avversari.
Al di sopra delle polemiche post Inter e dei soliti gufi multicolore la Vecchia Signora è tornata a brillare in Europa ricordando i vecchi fasti delle gloriose vittorie sul Real Madrid firmate Lippi prima e Capello poi.
Il 3-0 sul Chelsea campione d’Europa in carica apre le porte ad una qualificazione agli ottavi di finale che manca dalla stagione 2008-2009, quella in cui proprio il Chelsea dell’allora Guus Hiddink spedì a casa Del Piero e compagni guarda caso nel primo turno ad eliminazione diretta di quella stagione.
Dove può arrivare la Juve? Se gioca così davvero lontano. Bomber Quagliarella non sarà il top player tanto acclamato dai giornali ma lo è per i tifosi bianconeri che ringraziano ancora una volta signor Fabio da Castellammare di Stabia e si coccolano un Vucinic reduce da un influenza intestinale che è pur sempre meglio avere in campo piuttosto che fuori. Il guerriero, Vidal, Arturo, beh lui è un esplosione di grinta e tenacia, uno di quelli che quando li hai in squadra stai sereno. Il 2-0 è suo e del ritrovato Asamoah che finalmente si vede scorrazzare sulla sinistra con coraggio e perspicacia. La Juve c’é a tal punto che riesce a far trovare gloria al punzecchiato Giovinco. Lui è abituato e risponde presente con un gol in ripartenza che scaccia ogni timore.
Ora manca solo un punto. Quello che manca anche allo Shakhtar Donetsk di Mircea Lucescu per la matematica qualificazione. Uno che di certo non guarda in faccia nessuno.
Nel freddo ucraino alla Juve il futuro del cammino nell’Europa delle vip.