Per la serie “il passato ti presenta sempre il conto”, la Camera di risoluzione delle vertenze della FIFA ha condannato Juventus e Livorno a risarcire il Chelsea di 21 milioni di euro per ciò che accadde quasi dieci anni fa, il famoso caso-Mutu (foto by InfoPhoto). I bianconeri e i toscani, naturalmente, non ci stanno e presenteranno immediato ricorso al Tas di Losanna: l’obiettivo è quello di ridurre quantomeno l’entità del risarcimento dovuto al club di Roman Abramovich.

Riassumiamo la vicenda. Il giocatore romeno, in forza ai Blues, fu trovato positivo alla cocaina nel 2004, squalificato per sette mesi dalla FA (fino al maggio 2005) e licenziato dal club londinese in data 29 ottobre 2004. Nel gennaio del 2005, Mutu fu ingaggiato dalla Juventus, che tuttavia lo parcheggiò a Livorno per qualche mese, dal momento che non poteva tesserarlo in quanto già esauriti i posti riservati agli extracomunitari. Finita la squalifica, la Juventus “acquistò” il giocatore dal Livorno. Tutta questa storia fece andare su tutte le furie il Chelsea, che prima provò a recuperare i soldi investiti nel giocatore (quelli pagati l’anno prima al Parma, insomma) da Mutu stesso e poi rivolse le proprie mire verso la Juventus, accusata di aver approfittato della situazione per accaparrarsi un campione senza cacciare una lira, col Livorno vittima collaterale della vendetta blues.

Come ha spiegato Ioan Becali, all’epoca procuratore di Mutu, le ragioni del Chelsea si fondano su una clausola presente nel contratto tra il suo assistito e i londinesi, secondo la quale, in caso di firma con un altro club, il Chelsea avrebbe avuto diritto a pretendere un risarcimento dal giocatore stesso o, nel caso quest’ultimo fosse impossibilitato, dal suo nuovo club. La linea difensiva bianconera si fonda su una questione temporale: Adrian Mutu è stato tesserato dalla Juve il 12 gennaio 2005, a oltre tre mesi dal licenziamento. Ma, per il Chelsea, e a questo punto anche per la FIFA, i termini del contratto di Mutu con il Chelsea restavano validi fino al termine della sua squalifica, ovvero fino al 18 maggio 2005. La palla passa al Tas.