La Juventus conquista il suo terzo storico scudetto consecutivo. Quello dei record. Era da circa 80 anni che la Vecchia Signora non riusciva a infilare una così lunga serie di trionfi in serie A. L’ultima squadra fu quella guidata da Carlo Carcano nel Quinquennio d’Oro (1930-1934). Nemmeno i vari Trapattoni, Lippi e Capello hanno portato a termine una tale impresa.

Tra gli eroi della splendida cavalcata di questa magnifica stagione ci sono sicuramente gli attaccanti capocannonieri della squadra: Carlitos Tevez e Fernando Llorente.

Questa coppia ha scatenato paragoni importanti come quelli ai famigerati predecessori Del Piero e Trezeguet o Sivori e Charles.

Tevez è giunto sotto la Mole nella scorsa estate. Arrivato a Torino si è deciso che indossasse la maglia numero 10. Responsabilità pesantissima. L’ultimo ad avere avuto l’onore di vestirla è infatti un certo Alex Del Piero. La decisione di affidargli tale simbolo non convince tutti i tifosi della Juve. Si teme, inoltre, per il carattere abbastanza particolare dell’argentino che è avvezzo ad alcune bizze comportamentali. L’Apache disputa un campionato fantascientifico. E’ il vero e proprio leader e trascinatore della squadra. Realizza ben 19 reti e alcuni deliziosi assist vincenti come quello per Vidal nella vittoria dello Stadium 3-0 contro la Roma. Corre e si sbatte per il gruppo. Insegue gli avversari e recupera palloni. Questo carica i compagni che cercano di emularlo. Con Conte è amore a prima vista. Mai un atteggiamento fuori luogo, mai una lamentela. Praticamente perfetto. Così la Juve conquista lo scudetto e Carlitos l’ennesimo trofeo di una carriera da top player assoluto. Ha vinto a tutte le latitudini. Una Copa Libertadores, una Champions League, una Coppa Intercontinentale, un Mondiale per club, un campionato argentino d’Apertura, un campionato brasiliano, 3 Premier League, 2 Community Shield, 1 coppa di Lega inglese, 1 Coppa d’Inghilterra, una Supercoppa Italiana. Pazzesco.

Anche Llorente giunge a Torino la scorsa estate, ma il suo arrivo era già stato annunciato nel gennaio precedente. Il Navarro proviene da una stagione nella quale non ha praticamente mai giocato. La volontà di abbandonare l’ex squadra, l’Athletic Bilbao, e il braccio di ferro con la società lo costringono a una stagione da comprimario. Così la sua prima parte di stagione è complicatissima. Deve lavorare sodo per trovare la migliore forma fisica e per entrare nei complicatissimi schemi di Conte. Dopo qualche panchina, però, il Re Leone diventa titolare e inizia a ruggire. Segna ben 16 gol in campionato. Famigerati i suoi colpi di testa. Lavora tantissimo per la squadra. Fa un’infinità di sponde e regala soluzioni nuove ai bianconeri che ora possono anche lanciare lungo alla ricerca del loro numero 14.

Ecco cosa hanno rappresentato Tevez e Llorente per la Juventus in questo campionato. Certamente grande merito va dato anche al loro tecnico, Antonio Conte, che ha saputo gestirli nel migliore dei modi. L’allenatore bianconero ha dimostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, grande capacità di gestire al meglio i suoi giocatori. Un vero leader carismatico.

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