Gli ultimi tre campionati sono stati un vero e proprio divertimento assoluto per i tifosi della Juventus. Da quando Antonio Conte è diventato allenatore bianconero nell’estate 2011, la Vecchia Signora non ha più smesso di regalare importanti soddisfazioni in campionato.

Nel calciomercato dell’estate 2011 sbarcano sotto la Mole, tra gli altri, i vari Lichtsteiner, Pirlo, Giaccherini, Vucinic, ma nella serie A 2011/2012 la Vecchia Signora non è certamente la favorita per il titolo. Il torneo vive una partenza del tutto particolare. A causa di uno sciopero indetto dall’AIC la prima giornata di campionato viene posticipata. I bianconeri debuttano nella massima categoria nella loro nuova casa, lo Juventus Stadium, la seconda giornata. E’ l’11 settembre 2011 quando la squadra di Conte ospita il Parma. L’esordio è fantastico. I piemontesi stendono 4-1 gli emiliani con le reti di Lichtsteiner, Pepe, Vidal e Marchisio. Il gol della bandiera è segnato da Giovinco, allora nelle fila dei gialloblù, su calcio di rigore. Da qui inizia la marcia trionfale e a suon di record della compagine di Conte. Il 2 ottobre si presenta a Torino lo scudettato Milan di Thiago Silva e Ibrahimovic, guidato da Allegri. La truppa juventina gioca una partita pressochè perfetta e, grazie a una doppietta di Marchisio, rispedisce a casa gli avversari con un 2-0. Si inizia a intuire che l’opera di Conte può portare a risultati davvero soddisfacenti. Incomincia il duello con i rossoneri. Poco dopo i bianconeri trionfano 2-1 a San Siro contro l’Inter. Al momentaneo vantaggio siglato da Vucinic risponde Maicon, ma Marchisio risistema le cose. Alla fine del girone di andata la Juventus è campione d’inverno con un punto di vantaggio sul Milan. Nella sessione invernale di calciomercato arrivano a Torino Caceres e Boriello. L’inizio del girone di ritorno non è dei più esaltanti. I bianconeri perdono la testa della classifica in favore dei rivali lombardi. Il 25 febbraio i rossoneri sfidano la Vecchia Signora nello scontro diretto del Meazza. La squadra di Allegri si porta in vantaggio con un tiro di Nocerino e si vede negare la rete del raddoppio di Muntari per un incredibile svista arbitrale. Nella ripresa i bianconeri pareggiano con Matri e il match termina 1-1. Il dopo gara è ricco di polemiche che proseguiranno per tutto l’arco del campionato e anche dopo. Questo risultato vale oro per i bianconeri che impediscono la fuga agli avversari. Poco più tardi la Juventus stende l’inter allo Stadium (2-0 reti di Caceres e Del Piero) e  rimane così agganciata al Milan. I rossoneri iniziano a scricchiolare e non vanno oltre il pareggio a Catania. Anche questa gara sarà soggetta a grandi querelle per un gol fantasma non assegnato a Robinho. Il giorno seguente la Juve strapazza 3-0 il Napoli a Torino e si porta a sole 2 lunghezze dai rossoneri. A Milano arrivano i fantasmi. Una settimana dopo la squadra di Allegri ospita la Fiorentina che sta lottando per non retrocedere. I viola riescono a espugnare San Siro e, poche ore dopo, la truppa di Conte vince a Palermo non fallendo la chance per il sorpasso. Qualche giorno più tardi Del Piero porge ai suoi tifosi uno degli ultimi fantastici regali della sua magnifica carriera juventina. I bianconeri dominano contro la Lazio, ma la prima frazione si chiude solo sull’1-0 grazie a un gol di Pepe. Nella ripresa Mauri pareggia, ma a pochi istanti dal termine Alex raddoppia su punizione nell’apoteosi dello Stadium. La gara finisce 2-1 per la Juve che evita il controsorpasso del Milan, vincente contro il Chievo. I rossoneri iniziano ad arrancare e pareggiano in casa con il Bologna. La Juve è un rullo compressore. Trionfa allo Stadium contro la Roma e si porta a più 4 avvicinando il titolo. Dopo 8 vittorie consecutive i bianconeri si fermano in casa contro il Lecce. Incredibile, ma assolutamente perdonabile l’errore di Buffon che si fa soffiare palla da Bertolacci. Il giallorosso pareggia così il momentaneo vantaggio di Marchisio. A 2 giornate dalla fine la Juve ha 2 punti di vantaggio sul Milan. La domenica seguente i bianconeri sfidano il Cagliari a Trieste e vincono 2-0 grazie a un gol di Vucinic e a un’autorete di Canini. I rossoneri capitombolano contro l’Inter di Stramaccioni (4-2) e la Vecchia Signora è aritmeticamente campione d’Italia. Primo scudetto dell’era post calciopoli. La festa si consuma la domenica seguente quando la truppa di Conte sconfigge 3-1 l’Atalanta allo Stadium. I bianconeri chiudono così la loro cavalcata in serie A da imbattuti.Tutti gli occhi però sono per il commovente addio a Del Piero che saluta la sua Juve per trasferirsi al Sydney.

Nell’estate del 2012 giungono a Torino, tra gli altri, i vari Pogba, Asamoah e Isla. Il Milan ha perso Ibra e Thiago Silva e pare essere un passo indietro ai nastri di partenza. La squadra di Conte parte forte e si porta subito in testa alla classifica. Non abbandonerà più questa posizione fino al termine del campionato. Il 20 ottobre 2012 a Torino si presentano il Napoli di Mazzarri, ma la Vecchia Signora fa capire subito le gerarchie della classifica. Vince 2-0 con gol di Caceres e Pogba. Il francese realizza la sua prima fantastica perla in campionato e si fa conoscere dai tifosi juventini. Poco più tardi a Torino giunge l’Inter di Stramaccioni. I Campioni d’Italia capitombolano. E’ la prima volta in campionato nell’era Conte. I nerozzurri si impongono 3-1 e si avvicinano pericolosamente alla capolista accorciando le distanze a un punto. Poco male. Una settimana dopo la Juve vince a Pescara e l’Inter perde a Bergamo contro l’Atalanta. Si arriva alla sosta natalizia con i bianconeri che hanno un vantaggio di 8 punti sulla sorprendente Lazio di Petkovic. Il periodo dopo le festività non è facilissimo per gli uomini di Conte che perdono in casa contro la Sampdoria, ma sono comunque campioni d’inverno, e pareggiano a Parma. Alla ventesima giornata i biancocelesti distano solo 3 lunghezze. Venerdì 1 marzo 2013 la Juve va al al San Paolo per sfidare il Napoli con 6 punti di vantaggio dai partenopei secondi. In Campania è vera e propria battaglia. Chiellini porta avanti la capolista, ma Inler, con un bolide da fuori, fissa il risultato sull’1-1 finale. Lo scudetto si avvicina. Nel finale di campionato la squadra di Conte vola e infila una serie impressionanti di vittorie. Tra le altre trionfa a San Siro contro l’Inter (2-1),

allo Stadium con il Milan (1-0) e all’Olimpico nel derby contro il Torino (2-0). Il 5 maggio 2013 vince 1-0 in casa contro il Palermo  grazie a un rigore di Vidal e ha l’aritmetica certezza del titolo. Fantastico. Secondo scudetto consecutivo celebrato una settimana dopo nella sfida interna contro il Cagliari. Bisogna rimarcare come per la prima parte della stagione la Juventus abbia dovuto rinunciare alla presenza di Conte in panchina. Il condottiero è stato bloccato dalla sentenza legata al calcioscommesse ed è potuto tornare a bordocampo solo l 9 dicembre.

Nell’estate 2013 sbarcano a Torino grandi colpi di calciomercato: su tutti Tevez e Llorente (il suo arrivo era già stato annunciato nel gennaio precedente). Giungono quindi quei top player per l’attacco che la Juventus cercava da tanto. Prende il via a Genova contro la Sampdoria il campionato dei record. La Juve vince 1-0 e va proprio a segno il suo nuovo numero 10 argentino. L’inizio è positivo sotto il profilo dei risultati, ma non ottimo dal punto di vista delle prestazioni. Il 20 ottobre 2014 i bianconeri sono di scena a Firenze. Chiudono il primo tempo in vantaggio 2-0 con le reti dell’Apache, su rigore, e di Pogba. Nella ripresa i viola ribaltano clamorosamente il risultato con una tripletta di Rossi e un gol di Joaquin. Da qui per la Vecchia Signora inizia un nuovo campionato. La Juventus vince 12 gare consecutive stabilendo il suo nuovo record. Fa parte di questa serie di successi anche la batosta rifilata alla Roma. I Campioni d’Italia vincono 3-0 allo Stadium con reti di Vidal, Leonardo Bonucci e Vucinic. La giornata seguente vincono a Cagliari, si laureano campioni d’inverno e fanno il vuoto. Solo i giallorossi provano a dar loro fastidio. La striscia di vittorie viene interrotta all’Olimpico dalla Lazio. I bianconeri sono fermati sull’1-1. Al vantaggio di Candreva dal dischetto risponde Llorente. La domenica successiva la squadra di Conte riprende il suo feeling con i tre punti, vincendo 3-1 in casa contro l’Inter. Vanno a segno Lichtsteiner, Chiellini e Vidal. La rete neroazzurra porta la firma di Rolando. Dopo il pareggio in casa del Verona, la Juve riprende con i trionfi e ipoteca lo scudetto. Il 16 marzo trionfa 1-0 a Marassi contro il Genoa. Buffon para un rigore a Calaiò e Pirlo decide la gara con una perla su punizione. Qui la Juve capisce di essere davvero vicina al titolo. Pochi turni più tardi, a Napoli, avviene il secondo capitombolo del campionato, ma la sconfitta (2-0 gol di Callejon e Mertens) non pregiudica nulla. E’ fisiologica. I bianconeri proseguono il loro vittorioso cammino. Alla quart’ultima giornata vincono 3-1 a Reggio Emilia contro il Sassuolo e sono a un passo dal trionfo finale. Al vantaggio neroverde di Zaza rispondono Tevez, Marchisio e Llorente. La domenica successiva la Roma perde 4-1 al Massimino contro il Catania e la Juventus ha l‘aritmetica certezza del titolo senza neppure giocare la sua gara, poi vinta, contro l’Atalanta. Nel penultimo turno i giallorossi e la Vecchia Signora si sfidano nella capitale. La Juve vince 1-0 con la rete dell’ex romanista Osvaldo e sancisce ancora di più il suo dominio sul campionato.

Come nella stagione precedente la grande festa è allo Stadium nella sfida contro il Cagliari.

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