La Juventus conquista il suo terzo storico scudetto consecutivo e lo fa nel modo migliore possibile. Dominando e trionfando a suon di record. Fantastica. Era da circa 80 anni, dal Quinquennio d’Oro (1930-1934) con Carlo Carcano in panchina, che la Vecchia Signora non riusciva nell’impresa di ottenere una striscia così importante di successi in serie A.

L’inizio del campionato è positivo sotto il profilo dei risultati, ma non particolarmente esaltante per quanto concerne le prestazioni. Qualcuno comincia a sospettare di una mancanza di cattiveria agonistica per una compagine che viene da due trionfi consecutivi in campionato. I bianconeri vincono, ma la Roma tiene un passo assai spedito e infila una serie di vittorie ininterrotte che mettono i brividi agli uomini di Conte. La Vecchia Signora riesce a superare Sampdoria e Lazio poi non va oltre il pari a San Siro contro l’Inter. La quarta giornata, non senza qualche apprensione, supera il Verona. Nel quinto turno espugna il Bentegodi battendo il Chievo tra le polemiche per una rete regolare, ma annullata a Paloschi. La domenica successiva è il turno del derby. La Juve trionfa all’Olimpico di Torino, ma il gol decisivo di Pogba è viziato da un fuorigioco di Tevez. Nel fine settimana seguente i bianconeri ospitano il deludente Milan di Allegri e vincono 3-2.

Dopo la sosta per le nazionali, la Juve va al Franchi a sfidare la Fiorentina. Il primo tempo si chiude 2-0 per i bianconeri, ma nella ripresa i viola ribaltano il risultato e vincono 4-2.

Debacle clamorosa. La Roma continua a vincere e si allontana. Ora è a più 5. Questo incredibile schiaffo ricevuto risveglia la squadra di Conte che da qui in poi inizia a volare. Infilerà una serie di ben 12 vittorie consecutive. Pazzesca, da capogiro, da sogno. Si parte con il Genoa, per proseguire con il Catania, poi il Parma al Tardini (dove la Juve di Conte non aveva mai vinto) e il Napoli. Favoloso il 3-0 rifilato ai partenopei allo Stadium.

La Roma ha ormai un solo punto di vantaggio dai bianconeri. Dopo la sosta per le nazionali la Vecchia Signora stende il Livorno. Si prende la cima della classifica e non l’abbandona più. Prima della sosta natalizia ha la meglio su Udinese, Bologna, Sassuolo e Atalanta. I bianconeri hanno 5 punti di vantaggio sulla seconda, la Roma, e possono godersi un sereno Natale che fa da preludio allo scontro diretto con Totti e compagni in programma il 5 gennaio. Prima della gara l’atmosfera è tesa. Dalla capitale giunge qualche polemica per presunti ‘aiutini‘ dati ai Campioni d’Italia. Durante il match la squadra di Garcia viene subissata dai fischi. Totti è il bersaglio principale. La Juve domina e non lascia scampo ai rivali. I bianconeri trionfano 3-0.

Continua la marcia della Vecchia Signora. La Juve vince a Cagliari ed eguaglia il suo precedente record di successi consecutivi in un campionato: 11. Finisce il girone di andata. Nella prima sfida di quello di ritorno la Vecchia Signora supera la Sampdoria, poi pareggia all’Olimpico contro la Lazio dove Buffon, forse un po’ distratto dai gossip che lo coinvolgono, rimedia una delle rare espulsioni della sua carriera. Fine della striscia di vittorie ininterrotte. Il 2 febbraio la Juve ospita l’Inter allo Stadium e se ne sbarazza con un sonoro 3-1.

I Campioni d’Italia proseguono il loro cammino pareggiando 2-2 a Verona contro l’Hellas. Nel turno successivo superano il Chievo. In questa gara Conte difende a spada tratta Giovinco fischiato dal pubblico dello Stadium poi, nel dopo partita, da avvio a una delle tante polemiche verbali di questa stagione. In tale occasione il suo obiettivo è  Capello che aveva appena sottolineato come il campionato italiano non fosse troppo ‘allenante‘ per questa Juve. Nel fine settimana seguente la truppa bianconera vince il derby contro il Torino con uno straordinario gol di Tevez. Purtroppo questa gara è macchiata da qualche polemica arbitrale per un rigore negato a El Khadduri e per gli striscioni irriguardosi, esposti da alcuni tifosi, nei confronti del Grande Toro e della strage di Superga. Sconfitti i granata, la Juventus vince 2-0 a San Siro contro il Milan.

Il turno successivo la Juve batte la Fiorentina, poi a Marassi supera il Genoa 1-0. Buffon para un rigore a Calaiò e Pirlo segna con un calcio di punizione straordinario. Questa è la gara chiave del campionato bianconero. Qui la truppa di Conte capisce che il titolo è vicino e non le può sfuggire. La Roma, seconda, deve recuperare un match, ma è distanziata di 14 punti. Il tecnico salentino e i suoi ragazzi esultano, lo scudetto è sempre più vicino.

La Juve non si ferma e batte il Catania, poi il Parma allo Stadium. Qui supera il record di vittorie interne consecutive realizzato dal Torino nel 1975/1976. Questo è un ciclo di vittorie davvero importanti per lo scudetto bianconero. Così sottolineano anche i diretti interessati. Nel turno successivo i bianconeri perdono 2-0 a Napoli. La seconda e ultima (per ora) sconfitta in questo magnifico campionato. Ci può stare. La squadra di Conte si riprende immediatamente e vince contro Livorno, Udinese e Bologna prima della gara contro il Sassuolo al Mapei Stadium di Reggio Emilia che ipoteca lo scudetto. I bianconeri vincono 3-1 e fanno festa. Sanno che potrebbe bastare anche un solo punto nelle successive 3 giornate per conquistare il titolo. Ormai è praticamente fatta.

In effetti la Roma si è arresa e il campionato non avrà più molto da dire. La domenica successiva i giallorossi perdono al Massimino contro il Catania e la Juve si laurea campione d’Italia prima ancora della sfida vincente contro l’Atalanta. Ora la squadra di Conte se la vedrà con Totti e compagni, poi chiuderà allo Stadium contro il Cagliari.

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