Juventus campione d’Italia per la seconda volta consecutiva, per la 29esima nella storia. Un traguardo raggiunto meritatamente, con tre giornata d’anticipo, grazie soprattutto al lavoro sapiente di Antonio Conte che ha costruito una macchina (quasi) perfetta, con pochi campioni già affermati e una banda di giocatori sto cercando di diventare una star o alla prima esperienza in una big (leggi alla voce Isla, Asamoah, Giovinco, Pogba), che hanno alternato alti e bassi durante la stagione. Alla vigilia della sfida decisiva con il Palermo Conte ha messo in dubbio il suo futuro in bianconero solo per lanciare un segnale forte e chiaro alla società. Per fare il salto di qualità anche in Europa vuole dei campioni, altrimenti si guarderà intorno alla ricerca di un nuovo club, senza ascoltare il cuore.

Difficile dargli torto, in questa stagione l’unico crack portatogli da Marotta è Paul Pogba, arrivato a parametro zero dal Manchester United. A 19 anni il francese ha convinto tutti con 5 gol in 27 partite, numeri che hanno ricamato una stagione da assoluto protagonista, impreziosita dall’esordio con la maglia della Francia nel match di qualificazione a Brasile 2014 con la Georgia. Tolto Pogba, gli acquisti targati 2012-2013 non hanno convinto pienamente. Giovinco ha fatto il compitino, schiacciato dall’ombra di Del Piero, Asamoah Kwadwo ha giocato ad alti livelli solo i sei mesi pre Coppa d’Africa, Peluso non è mai stato il valore aggiunto. E che dire dei vari Isla, Lucio, Bendtner o Anelka? Sono costati alla Juve, tra cartellino e ingaggio, oltre 30 milioni di euro, troppi soldi e per di più spesi male.  Marotta è finito dietro la lavagna, ma avrà un’altra chance in estate. Oggi si è affrettato ad ammettere contatti per Higuain, quasi a dire: “Antonio, sto cercando di accontentarti”. Sarà un’estate di esami, Conte non si accontenta della sufficienza, pretende la lode.