Dal maestro all’allievo. C’è un filo diretto che unisce il secondo successo consecutivo della Juventus in campionato, quello che parte da Giovanni Trapattoni e arriva ad Antonio Conte: i bianconeri attuali, nel voler fare un paragone con il passato, assomigliano sempre di più, a quelli di 35-40 anni fa.

Ad accomunare le due squadre, soprattutto la solidità difensiva e una certa difficoltà ad imporsi in Europa, piuttosto che in Italia.

Pur con statistiche leggermente differenti rispetto al 2011-12, è infatti ormai certo che la Juventus, oltre allo Scudetto, porterà a casa lo scettro di miglior difesa. Che sia 3-5-2 (ma 5-3-2 in fase di non possesso palla) o 4-4-1-1, il risultato non cambia: fare gol ai vari Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini rimane un’impresa titanica. E non è prerogativa dello Juventus Stadium, perchè nel campionato scorso la Signora ha preso solo 8 gol fuori casa e quest’anno, con due sole trasferte da effettuare (Bergamo e Genova, casa-Samp) siamo appena a 11.

Cifre da record che fanno preferire, sul piano della solidità, questa Juventus a quella di Lippi, quella di Capello, persino a quella del quinquennio 1931-35, guidata da Carcano.

Solo la squadra di Trapattoni sapeva abbinare così bene solidità del pacchetto arretrato e concretezza offensiva: il problema era che in Europa ci ha messo un po’ a diventare competitiva e a vincere qualcosa di importante, la Coppa Campioni 1984-85 e l’Intercontinentale 1985 rimangono l’apice di quel periodo.

Buffon come Zoff? Barzagli come Scirea? Bonucci e Chiellini come Gentile e Cabrini? Il paragona inizia ad essere calzante.

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Foto: Infophoto.