Allo Stadium, la Juventus non riesce ad andare oltre lo 0-0 contro il Benfica nella gara di ritorno della semifinale di Europa League. In virtù dell’2-1 conquistato all’andata le Aquile sono in finale e i bianconeri eliminati. Peccato, davvero peccato. Addio al sogno della finalissima in casa per la Vecchia Signora. Il 14 maggio Siviglia e Benfica si contenderanno il trofeo.

Conte schiera la Juventus con il 3-5-2. Tra i pali c’è Buffon . Il terzetto difensivo è composto da Caceres, Bonucci e Chiellini. Sulla corsia di destra trova spazio Lichtsteiner mentre sull’out di sinistra c’è Asamoah. Nel cuore del centrocampo agiscono Vidal, Pirlo e Marchisio. In attacco spazio alla coppia Carlitos Tevez-Llorente. Jesus risponde con il 4-2-3-1. Prima della sfida il tecnico salentino era certo che lo Juventus Stadium fosse pieno e caloroso ‘sono sicuro che ci sarà lo Stadium. Sono sicuro che con il pubblico giocheremo in dodici‘ e prosegue ‘lo Stadium scenderà in campo con noi‘. Così è stato. Gli spalti sono colmi e i tifosi sostengono i Campioni d’Italia. La cornice della gara è uno spettacolo. Le coreografie sono esaltanti. L’atmosfera è magnifica. E’ una bolgia. In tribuna è presente anche Maradona che ieri sera ha assistito dagli spalti di Standford Brdge alla semifinale di Champions tra Chelsea e Atletico Madrid. Il Pibe de Oro è ospite del connazionale Tevez. E’ la sua prima volta allo Juventus Stadium. Interessante la dichiarazione che l’allenatore bianconero rilascia prima del match sui tanti sostenitori italiani che avrebbero fatto il tifo per il Benfica ‘anche noi avremo molti tifosi in Portogallo… Il Benfica è la Juventus del Portogallo: o tifi a favore o tifi contro… Il Benfica avrà tantissimo tifosi in Italia e noi avremmo tantissimi tifosi in Portogallo’. Sincero, veritiero. L’attesa è spasmodica. Finalmente comincia il match. Dopo un inizio con qualche apprensione, i bianconeri provano a mettere la testa fuori dal guscio e all’8′ Pirlo fa correre i brividi al portiere Oblak con un tiro da fuori. La Juve non ha fretta e non va a pressare gli avversari troppo alta, ma riesce a creare occasioni. I Campioni d’Italia crescono sempre di più e sono pericolosi. Al 43′ occasionissima per Bonucci che di testa sfiora il vantaggio e nel recupero Luisao salva sulla linea un colpo di testa di Vidal. Termina così un finale di primo tempo in cui la squadra di Conte gioca bene, ma non riesce a trovare il gol. La porta delle Aquile sembra stregata.

La ripresa inizia sotto un fitto temporale. Al 49′ Rodrigo va vicinissimo al gol dell’1-0. Come è logico che sia sono i bianconeri a fare la partita, ma non riescono a segnare. Al 56′ bruttissimo gesto di Rodrigo che rifila un calcio a Buffon quando il portiere , in uscita, aveva già la palla in mano. Gesto veramente riprovevole. Clattenburg lo ammonisce. Al 62′ Llorente riesce ad arrivare su un cross di testa, Markovic tocca la palla con la mano. L’arbitro non vede. Poco dopo Enzo Perez commette fallo su Vidal. Secondo giallo. Rosso. Juve con l’uomo in più. La Vecchia Signora spinge, ma glia attacchi sono un po’ confusi. Al 72′ Conte prova il tutto per tutto inserendo Giovinco per Bonucci e schierando il 4-3-3. I portoghesi si chiudono bene. Al 78′ Lichtsteiner non riesce ad agganciare dentro l’area delle Aquile. Poco dopo Osvaldo segna dopo un fantastico aggancio di Pogba, ma il francese è in fuorigioco. Nel finale si accende un parapiglia tra le panchine e vengono espulsi Vucinic e Markovic. Da sottolineare la pessima prova del direttore di gara Clattenburg che con un atteggiamento nettamente sbagliato ha permesso che gli animi si scaldassero. Nella ripresa si è giocato davvero poco e nel finale non si è praticamente mai giocato. Verso il termine si infortuna Garay, i portoghesi chiudono in nove perchè Jesus ha usato tutti i cambi, ma il risultato non muta. All’ultimo minuto Caceres sfiore il gol di testa, ma non c’è nulla da fare. Al triplice fischio la festa e della Aquile. Ulteriore parapiglia anche nel tunnel degli spogliatoi. A fine gara Conte dichiara ‘l‘arbitro ha permesso al Benfica di fare ostruzionismo dall’inizio alla fine. Evidentemente le loro lamentele preventive sono servite… Forse dovevamo piangere anche noi come loro. La loro tattica ci sta, ma doveva essere Clattenburg a impedirgli di adottarla. E anche oggi ci manca un rigore sacrosanto, dopo il mancato penalty ed espulsione su Chiellini dell’andata. Ci sentiamo presi in giro e anche l’Uefa dovrebbe rispettarci di più, mandandoci direttori di gara all’altezza. Prima della gara, l’arbitro ci aveva detto che non avrebbe fermato il gioco ogni volta che un giocatore era a terra. Invece poi… Passa la squadra che meritava di meno, anche se loro si sono difesi bene pure in dieci, perdendo tempo in ogni occasione’

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